Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 29 marzo 2013

Miasi


E’ una condizione relativamente frequente qui a Chaaria.
Si tratta del reperimento di larve di mosca in parti del sottocute umano.
Abbiamo due tipi di presentazione della malattia qui a Chaaria:
1)  Quella che si chiama “miasi delle ferite”, in cui le mosche vengono attratte dall’odore del tessuto necrotico e del pus, e depongono le uova nelle parti piu’ purulenti dell’ulcera. Le uova schiudono dopo 5-10 settimane, e le larve iniziano a nutrirsi di queste parti in decomposizione. Si trovano in genere moltissime larve, vitali ed estremamente mobili, nella stessa ulcera.
2)  Quella che si chiama “miasi foruncolare” in cui un altro tipo di mosca depone le uova direttamente in un poro della cute. Dopo alcune settimane l’uovo si schiude e si forma la larva che puo’ respirare dall’apertura costituita dal poro stesso. La presenza della larva costituisce uno stimolo da corpo estraneo e si ha dapprima una reazione infiammatoria e poi un vero e proprio foruncolo, che causa molto dolore, prurito ed infiammazione.



La terapia della “miasi delle ferite” e’ costituita prima di tutto dalla paziente rimozione delle larve durante la medicazione. E’ un lavoro difficilissimo perche’ esse tendono a migrare profondamente nel tessuto necrotico quando disturbate. Ecco quindi l’importanza di usare tutte le tecniche possibili per eliminare la necrosi: pomate fibrinolitiche e toeletta chirurgica. La larva non puo’ infatti nutrirsi di tessuto di granulazione sano, ed una ferita pulita e granuleggiante non puo’ essere pabulum per la sopravvivenza delle larve.
Ci sono poi tecniche di soffocamento: per esempio ricoprire l’ulcera con uno strato di unguento (tipo vaselina) che costituisca uno strato impermeabile all’ossigeno e provochi la morte delle larve stesse. Naturalmente e’ importantissimo l’igiene e l’uso di zanzariere, al fine di impedire il depositarsi delle mosche nei pressi della ferita. Anche la terapia antibiotica e’ essenziale alla cura dell’ulcera e quindi della miasi.
Per quanto riguarda la miasi foruncolare, in genere si procede a spremere fuori la larva dal poro e poi si continua con antibiotico come per un normale foruncolo.
Le mosche comunemente coinvolte nella miasi sono del genere tumbu fly (Cordylobia anthropophaga), oppure del genere human botfly (Dermatobia hominis).
Fr Beppe Gaido




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