Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 5 marzo 2013

Il 2012 in ospedale

Il 2012 ha visto un aumento esponenziale del numero dei pazienti e delle nostre prestazioni.
Sono aumentati i ricoveri, i malati, ma soprattutto e’ aumentata la complessita’ delle nostre prestazioni, ed in tal modo abbiamo potuto dare risposte ad un numero sempre piu’ elevato esempre piu’ complicato di problematiche sanitarie.

Naturalmente questo ha avuto un grosso costo umano di stanchezza e di dedizione sia di giorno che di notte, sette giorni alla settimana. Umilmente affermo che il peso e’ caduto soprattutto sulle spalle mie e di Fr Giancarlo.

Tale aumento di affluenza, insieme agli scioperi, ha anche causato una cronica carenza di letti, ed il ricorso quasi costante a due pazienti per letto.

 


Non posso negare che un numero cosi’ alto di clienti, unito alla scarsita’ del personale soprattutto medico ed infermieristico, abbia causato a volte un servizio non proprio di eccellenza; ci siamo comunque donati al massimo delle nostre forze.

Altro problema che sempre ci attanaglia e’ l’instabilita’ del personale sanitario che ha un altissimo turn over: questo significa che sovente, quando hai formato una persona ad un particolare settore, poi vieni a sapere che se ne andra’ quasi subito.

Sconcertante e’ la notizia che il dr Ogembo vuole lasciare il nostro ospedale nel 2014.

Un aspetto che ho considerato carente anche quest’anno e’ stato quello della pastorale del malato. E’ vero che abbiamo ora un santo parroco, il quale ci ha sempre assicurato sia la messa domenicale, sia quella del mercoledi’ per i buoni figli; e’ altrettanto vero che il parroco e’ sempre stato disponibile quando lo chiamavamo per il sacramento degli infermi, ma la pastorale del malato rimane scarsa.



Come esempio della nostra grande attivita’ in ospedale e della complessita’ delle risposte da noi offerte ai nostri malati, presento qui di seguito due grafici relativi alla nostra attivita’ endoscopica per il 2012. 
I numeri assoluti sono piu’ bassi rispetto al 2011 per il fatto che lo strumento e’ stato inviato in Germania per riparazione e ci e’ stato consegnato solo dopo 4 mesi.

Fr. Beppe



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