Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

mercoledì 17 aprile 2013

Chaaria scientifica

Ancora una volta un nostro articolo e’ stato pubblicato sulla rivista “MEDS UPDATE”.

Si tratta di un lavoro sulla malnutrizione nelle sue varie presentazioni cliniche.

Per questo studio ho attinto ampiamente alle presentazioni che la dott. Chiapello ha preparato per me. La Dottoressa Nadia Chiapello e’ una fedela compagna nell’impegno di formazione permanente del personale di Chaaria, e mi aiuta con stupende presentazioni power point da molti anni. E’ stata a Chaaria solo una volta, ma, con il suo volontariato didattico, e’ come se non ci avesse mai lasciati.

Si tratta dell’articolo principale del numero in questione del giornale, che ad esso ha dedicato tre intere pagine.

Gli editori della rivista mi avevano chiesto di sviluppare tale argomento soprattutto a vantaggio dei dispensari ed “health centres” situati nelle zone piu’ aride del Nord, dove la situazione alimentare e’ normalmente precaria, e dove la malnutrizione e’ ancora una condizione assai frequente.





Nello scrivere l’articolo ho pensato anche alle strutture che operano in Sud Sudan e che ricevono la rivista, inviata a tutti gli ospedali missionari cattolici e protestanti del Kenya e del Sud Sudan.

Scrivere articoli, leggere, informarmi, aggiornarmi mi e’ sempre piaciuto.

Inoltre penso che sia importantissimo in una situazione di isolamento come potrebbe essere quella di Chaaria.

Scrivo per gli altri, ma prima di tutto aggiorno me stesso e mi tengo al passo con i continui cambiamenti della medicina.

L’articolo e’ ora fotocopiato ed esposto anche sulla bacheca dell’ospedale.

Per il nostro staff non si tratta di un argomento nuovo dal momento che lo abbiamo affrontato adeguatamente durante due lezioni del giovedi’ mattina, ma anche per loro costituisce una occasione di ripasso e di aggiornamento.

Sono molto contento e ringrazio il Signore per questa nuova pubblicazione che, tra l’altro, mi aiutera’ pure a raccogliere qualche punto ECM in piu’.

Gli ECM sono infatti obbligatori anche in Kenya, e tutti gli anni devo raccogliere almeno 50 punti.



Fr Beppe Gaido





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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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