Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


domenica 21 aprile 2013

Due settimane di vacanza



Ieri e’ tornata a casa Naomi per una piccolo pausa nei suoi studi.
L’abbiamo trovata provata, stanca e dimagrita.
Certo, non e’ facile per lei l’adattamento ad una situazione di scuola convitto.
Qui al Centro il cibo veniva confezionato secondo le sue preferenze personali. In scuola c’e’ sempre e solo riso e fagioli, che a lei non piacciono molto. Per la doccia, a Chaaria aveva l’acqua calda, mentre nelle scuole ci si lava con una bacinella di acqua fredda.
Inoltre gli studenti si devono lavare la biancheria, stenderla e metterla a posto.
Meno male che Naomi ha trovato nella stesssa scuola altre due ragazze di Chaaria che studiano nella sua stessa classe; entrambe l’hanno presa molto a cuore e la stanno aiutando nelle sue necessita’ quotidiane.


 



Sono anche molto contento della preside (sorella di Sr Luisa Makena del Cottolengo), la quale e’ riuscita a trovare un dormitorio senza barriere architettoniche.
Naomi studia moltissimo ed e’ convintissima che ce la fara’ a migliorare il risultato finale dell’esame di maturita’. Sta sui libri fino alle 23 e poi si alza alle 3 del mattino a studiare.
L’ho vista davvero provata, ed onestamente anche un po’ emaciata in volto; ma ho anche notato in lei una seria determinazione a non fallire.
Credo che questa scelta di ripetere “form 4” sia effettivamente molto proficua, soprattutto in vista della sua vita futura: prima di tutto Naomi ha scelto lei di ripetere l’esame di maturita’, e quindi, qualunque voto prendera’, potra’ attribuirne la responsabilita’ solo a se stessa:se migliorera’ il risultato, sara’ giustamente orgogliosa di se stessa... e se non lo migliorera’, non potra’ dire che siamo stati noi ad impedirle di provare.
L’esperienza del convitto con tutte le sue difficolta’ e’ inoltre assai formativa per lei, in quanto i “college” di indirizzo sanitario verso cui e’ fortemente orientata, sono tutti lontanissimi da Meru, e dovra’ quindi per forza adattarsi al convitto per altri tre anni almeno.
E poi chissa’: se un giorno decidesse di andare a vivere fuori dal Cottolengo, dovra’ comunque affrontare difficolta’ simili e probabilmente piu’ grandi di quelle della vita di collegio.
Sono personalmente molto contento di rivedere Naomi, ed onestamente confesso che mi e’ mancata moltissimo ed ho avuto tanta nostalgia di lei.
E’ mancata moltissimo anche ai ragazzi del centro che la considerano un po’ una della loro famiglia.
Auguriamo a Naomi due settimane di riposo, di tranquillita’ in famiglia e di gioia.
Rientrera’ a scuola il 6 maggio... speriamo con un faccino un po’ meno tirato.

Fr Beppe

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