Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


domenica 28 aprile 2013

La festa esterna di San Giuseppe Cottolengo



E’ stata una mega celebrazione a cui hanno partecipato i cristiani di Chaaria e delle 14 cappelle che dipendono dalla nostra parrocchia.
E’ stato un Messone solenne, caratterizzato da tutti i crismi della spiritualita’ africana: un ritardo di 45 minuti sull’orario di inizio, tantissimi canti e danze durante la celebrazione, una omelia infinita, tantissimi altri eventi durante la liturgia.

Infatti, per esempio in questa Messa dedicata a San Giuseppe Cottolengo, abbiamo anche celebrato quattro battesimi: tre nostri orfani ed una bambina recentemente partorita nel nostro ospedale.
Inoltre, dopo la comunione, i cristiani di ognuma delle cappelle della nostra parrocchia sono venuti all’altare con doni in natura per la nostra missione; ognuno di loro e’ stato ricevuto dal sacerdote che ha imposto la benedizione.

L’Eucaristia e’ stata presieduta con estrema vivacita’ da Father Phylip Ntonja del Cottolengo di Nairobi. Il celebrante e’ riuscito a catturare l’attenzione della folla non solo con giochi, battute e barzellette durante l’omelia, ma anche con danze fuori programma durante la messa stessa. 


 

Il nostro parroco, Father John Ntoiti, ha concelebrato ed ha coordinato le processioni dei doni da ogni angolo della parrocchia.
Il coro e’ stato eccezionale, sia con i canti che con le danze. La Messa e’ durata tantissimo: circa quattro ore, ma e’ stata cosi’ scoppiettante che nessuno si e’ annoiato, neppure i volontari italiani che per la prima volta assistevano ad una solenne celebrazione africana.
Dopo la liturgia eucaristica abbiamo offerto a tutti i cristiani un bicchiere di succo di frutta ed un pacchettino di biscotti. Mentre la gente consumava il rinfresco, i giovani della parrocchia
hanno organizzato alcune scenette che hanno ulteriormente rallegrato la festa.
I Buoni Figli oggi hanno mangiato pranzo alle 3, ma nessuno si e’ lamentato, perche’ e’ stata una bellissima giornata anche per loro.
Personalmente ringrazio il nostro parroco e tutti i membri del consiglio parrocchiale che hanno davvero fatto tantissimo per rendere la celebrazione di oggi un grande successo.
Tra l’altro ricordo ai lettori del blog che San Giuseppe Cottolengo non e’ solo il nostro Padre Fondatore, ma anche il Santo Patrono della Parrocchia: ecco perche’ la gente e’ intervenuta in massa.
Quest’anno ho visto moltissimi doni: granoturco, fagioli, frutta, uova... direi che abbiamo ricevuto molto di piu’ rispetto all’anno scorso. Anche questa cosa mi incoraggia perche’ vuol dire che la gente ci apprezza e sente che il Cottolengo e’ importante nella vita della parrocchia. Il presidente del consiglio parrocchiale, nel suo discorso ufficiale, ha affermato che “questa e’ la nostra casa”: il clima fraterno, la moltitudine delle persone intervenute ed anche il grande numero di doni ce lo han fatto sperimentare davvero.
In serata poi abbiamo avuto anche un altro dono della Divina Provvidenza, in quanto il nostro Brother Robert Maina ha rinnovato la sua consacrazione religiosa con i voti di castita', poverta' ed obbedienza.
La festa e' finita in gloria con una cena luculliana a cui hanno partecipato i Fratelli, le Suore, i Volontari, Father Phylip ed il nostro parroco. Io purtroppo non c'ero perche' subito dopo l'ora di adorazione ho sentito brividi fortissimi, un calore tremendo alternato a freddo intenso, diarrea e vomito, mal di schiena e cefalea...
Conosco bene questi sintomi e non mi sono spaventato. Mi sono invece recato in laboratorio mi son fatto l'esame della goccia spessa. E proprio lei: la malaria, che tanto mi e' affezionata da non lasciarmi stare per piu' di sei mesi, e' tornata a farmi visita.
Ma come sempre, io e la malaria combatteremo la nostra battaglia in piedi, perche' nel mio cuore il servizio ha il primo posto; la malaria ormai la conosco e so da che verso prenderla per sconfiggerla. Father Phylip rimarra' con noi fino a martedi’, festa liturgica ufficiale del santo Cottolengo. Egli ci guidera' con una meditazione serale sulla spiritualita’ del nostro Santo, e celebrera’ per noi la messa mattutina in suo onore il 30 aprile.
In unione a tutti i Fratelli e le Sorelle di Chaaria auguro a tutti coloro che ne amano la spiritualita' una buona festa del Santo Cottolengo.



Fr Beppe

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