Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 1 aprile 2013

Le fondamenta

Le due foto si riferiscono agli scavi delle fondamenta della nuova lavanderia. Sono state scattate il Sabato Santo. 
Come vedete, ormai siamo partiti con buona lena. L'impresa da noi scelta è di Chaaria, per cui non ci sono escavatori o martelli pneumatici. 
Ciò naturalmente comporterà un inevitabile rallentamento dei lavori, ma ridurrà i prezzi e soprattutto farà crescere l'economia locale, e molte persone di Chaaria avranno lavoro a giornata. 
Gli uomini nella foto sono tutti miei pazienti, ed ora hanno uno stipendio grazie al nostro nuovo cantiere. 

Fr Beppe 







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