Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 4 maggio 2013

Le disabilità dei nostri Buoni Figli



E’ molto difficile per me rispondere alla domanda circa l’eziologia delle sindromi che hanno portato alla disabilita’ dei nostri ragazzi.
La maggior parte di loro proviene da famiglie disagiate e povere, e normalmente l’anamnesi e’ difficoltosa o impossibile.
Quasi nessuno poi ha fatto indagini per comprendere la causa del problema.
Quello che posso dire e’ che in alcuni casi si tratta di comlicazioni della malaria cerebrale (piu’ raramente) o della meningite batterica (piu’ frequentemente).
Per almeno uno di loro siamo giunti alla conclusione che si possa trattare di esiti di poliomielite: in questo caso abbiamo una paraplegia spastica ma senza danno cerebrale.
Per un certo numero dei nostri ragazzi ipotizziamo parti distocici con anossia perinatale. Abbiamo anche un idrocefalo che probabilmente e’ stato tale fin dal grembo materno: l’eziologia e’ forse virale, ma non abbiamo possibilita’ di documentarlo.


 



La maggior parte dei nostri ragazzi presenta forme complesse di paralisi cerebrali infantili con disabilita’ psicofisica.
Soltanto una esigua minoraza dimostra un deficit mentale lieve senza disturbi fisici.
Non abbiamo, e mi pare che non abbiamo mai ricoverato ragazzi con sindrome di Down: il “mongolismo” non e’ assente in Kenya, ma certamente molto raro, probabilmente a motivo della giovane eta’ dei genitori.
La maggior parte dei nostri ragazzi e’ anche epilettico: penso pero’ che le convulsioni siano una conseguenza del danno cerebrale da altre cause, piuttosto che essere loro stesse la causa della disabilita’; infatti nessuno dei nostri ragazzi ha una anamnesi patologica remota che parli di stati di male epilettico.
Soltanto pochissimi manifestano un innesto psichiatrico.
La maggior parte dei nostri ragazzi con handicap psicofisico grave potrebbe essere classificato come “paziente con paralisi cerebrale infantile di tipo spastico” (INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF CEREBRAL PALSY -1975).
Alcuni di loro presentano emiplegia (paralisi di un emisoma); altri invece una diplegia (coinvolgimento di due arti in due emisomi diversi); altri ancora tetraplegia (interessamento dei quattro arti).
Tali paralisi spastiche li rendono quasi sempre incapaci di  camminare, e spesso anche di alimentarsi da soli.


Fr Beppe Gaido

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