venerdì 24 maggio 2013

Mille grazie

Con il breve post di oggi mi unisco al sincero ringraziamento del Dr Giuseppe Farnese per l’Associazione Volontari Sardi Karibu Africa di Cagliari. 

Di cuore ringrazio per il grande lavoro e la dedizione che hanno reso possibile la realizzazione della festa per Chaaria il 18 maggio 2013.
Ringrazio il Dr Luciano Cara con la consorte Francesca, e naturalmente tutti coloro che si sono prodigati per l’organizzazione della serata.
Grazie a tutti i partecipanti che hanno aderito all’iniziativa per fare un bel regalo a Chaaria.
Ringraziamo anche i volontari che oggi hanno lasciato Chaaria dopo tre settimane di intenso servizio....





1- Grazie a Vittorio per l’instancabile lavoro nello studio odontoiatrico insieme a Mercy ed Eunice. Lo ringraziamo per i ritmi intensi che ha tenuto e soprattutto per l’ottima collaborazione con il nostro personale.
2 - Grazie a Lisa e Marco per il generoso servizio ai nostri buoni figli. Hanno lavorato con tanto entusiasmo ed hanno saputo farsi voler bene tanto dai ragazzi quanto dal nostro staff locale.
3 - Grazie a Laura e Luciano per i tanti malati che insieme abbiamo assistito, aiutato ed operato. Tre settimane di chirurgia intensa e di grandi interventi.

Ringraziamo ognuno per la generosità e per il bene che vogliono a Chaaria. Auguriamo loro ogni bene sia per il viaggio di ritorno in Sardegna, che per ogni loro futura attività della vita. Naturalmente speriamo di vederli nuovamente a Chaaria, se questo sarà nei loro piani. Ringraziamo inoltre per le generose offerte ricevute tramite loro, offerte che useremo con onestà e secondo il fine stabilito dai donatori.

Fr Beppe e comunità di Chaaria



Nessun commento:


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


Guarda il video....