Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 15 giugno 2013

Gigi e Giulia

Anche oggi è un giorno di saluti per noi di Chaaria.

Ringraziamo di cuore Gigi per il lavoro informatico che ha portato avanti qui a Chaaria sia per sistemare i nostri computer e sia per dare una mano a Hella nella racolta informatica dei dati.
Un grazie veramente sentito va poi a Giulia, specialista in Medicina Tropicale, per il grande lavoro da lei portato avanti per un mese nel reparto generale di Chaaria. Giulia è stata coordinatrice e trait d'union tra il personale locale ed i volontari chirurghi che in questo
periodo si sono susseguiti qui a Chaaria. 
Ho nel cuore una riconoscenza infinita per Giulia e sicuramente mi mancherà il suo aiuto delicato e puntuale dal mattino presto fino al giro del dopo cena.
A Giulia e Gigi i nostri migliori auguri per ogni cosa nella loro vita futura in Italia.
Li aspettiamo presto nuovamente a Chaaria.

Fr Beppe

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