Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

venerdì 14 giugno 2013

Partiti

Oggi sono terminate tre settimane di intensissimo lavoro chirurgico.
Luciano, Toto ed Erica hanno lavorato insieme come team ortopedico-plastico-chirurgico della mano. La loro presenza è stata importantissima per tantissimi pazienti con esiti di ustione per i quali hanno praticato innesti cutanei, plastiche, e lisi di tremende contratture. Hanno poi riparato terribili ferite da panga con fratture di ossa, tendini e nervi. Hanno anche rivisto alcuni dei miei interventi in cui hanno proposto dei “second look” per migliorare l’esito dell’operazione stessa. Luciano comunque “mi ha dato la sufficienza” ed ha detto che possiamo andare avanti con fiducia perchè la stragrande maggioranza dei nostri interveti è andata benissimo; inoltre abbiamo lavorato in condizioni esteme, su fratture inveterate da mesi, ed in regioni complesse come polso e gomito. In alcuni casi, le fratture da noi trattate erano secondarie a taglio da panga, ed alcuni danni che loro hanno dovuto correggere erano dovuti al trauma e non ad errori terapeutici da parte nostra.




Luciamo mi ha regalato un ottimo PDF di ortopedia in cui ho la tecnica chirurgica per ogni distretto del corpo e per ogni tipo di frattura, ed inoltre si è reso disponibile ad aiutarmi sempre via email.
Enrico ha lavorato in una maternità che ha visto un leggero calo di clienti all’inizio di giugno a motivo del fatto che i servizi di maternità negli ospedali governativi sono diventati gratuiti dal 1 giugno: dopo alcuni giorni di bassa affluenza, la nostra maternità è però ora in piena ripresa, sia perchè i nostri prezzi sono stracciatissimi, sia perchè gli ospedali governativi sono estremamente congesti ed al massimo della capacità. Credo che le mamme che tornano da noi scelgano la buona qualità del nostro servizio... anche ieri notte la chiamata dell’una e trenta è stata ostetrico-ginecologica, ed oggi ho una fila di giovane donne in travaglio.
Maria ha fatto un ottimo servizio nel reparto di medicina, dedicandosi soprattutto ai pazienti più gravi e bisognosi; imboccandoli, medicando le loro ferite, cambiando posizione per evitare i decubiti. Sono contento che Maria sia riuscita ad apprezzare i lati positivi del nostro personale inferieristico.
Francesca, come veterana del centro Buoni Figli, ha fatto benissimo ed ha lasciato in tutti i ragazzi una forte nostalgia della sua tenerezza.
A tutti va il mio sentito ringraziamento per il grande aiuto datoci in questo periodo veramente intenso della vita di Chaaria.

Fr Beppe Gaido

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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