Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 3 luglio 2013

Ulcera peptica perforata

L'avvento degli inibitori di pompa protonica (tipo omeprazolo, esomeprazolo, rabeprazolo, ecc.) ha fortemente ridotto tale complicazione della malattia peptica ulcerosa in Italia.

Per noi a Chaaria invece l'ulcera peptica perforata rimane la causa più importante di peritonite acuta da cause non ginecologiche.
E' relativamente frequente ricevere malati in condizioni di shock e con sintomi addominali acuti:nella stragrande maggioranza dei casi la causa è appunto la perforazione di ulcera peptica. Altre cause di addome acuto abbastanza frequenti a Chaaria sono la perforazione
intestinale da tifo addominale e l'appendicite purulenta.
Per le donne la causa più frequente di addome acuto a Chaaria è la gravidanza extrauterina rotta, seguita dall'ascesso pelvico secondario a PID (malattia pelvica infiammatoria).
Oggi vi voglio parlare di un caso piuttosto curioso e per certi versi fuorviante.
Domenica scorsa ho fatto la gastroscopia ad un paziente emaciato ed in condizioni generali scadenti. Il test mi ha dimostrato una grossa ulcera in posizione iuxtapilorica, dalla parte della piccola curvatura, appena al di sotto dell'angulus.





L'apparenza dell'ulcera era decisamente brutta: coperta di materiale necrotico, e alquanto grande. Ho quindi deciso di fare dei prelievi bioptici pensando sinceramente ad una forma neoplastica.
Ho poi completato la mia indagine con una ecografia addominale che ha dimostrato l'assenza di metastasi.
Siccome l'esame istologico a Chaaria richiede circa un mese prima di avere il risultato, e siccome dopo Pietro non aspetto altri chirurghi per vari mesi, ho deciso di parlarne con lui.
Entrambi ci siamo trovati d'accordo sul fatto che, essendo l'ulcera molto grande ed in una posizione ancora operabile, sarebbe stato meglio fare una gastrectomia parziale anche prima dell'istologico...soprattutto considerando che non avrò chirurghi fino a metà settembre.
Il malato è stato informato ed ha accettato la nostra proposta.
L'intervento ha rivelato una situazione molto più complessa di quanto eco e gastro avessero dimostrato: l'ulcera gastrica aveva già perforato nella colecisti e nel pancreas (in questo caso tecnicamente parliamo di penetrazione in un organo vicino...complicanza per la verità abbastanza rara).
E' stato quindi un intervento complesso con gastrectomia parziale e colecistectomia.
Il malato in questo caso non aveva i classici sintomi dell'addome acuto in quanto la perforazione è avvenuto all'interno di un altro organo, e quindi non ha interessato il peritoneo.
Ringrazio Pietro e Giorgia per la bravura, per il coraggio, e per il grande servizio che hanno fatto al paziente.
Pietro spera che non sia un cancro, dato l'andamento clinico acuto e considerato il fatto che alla palpazioine i margini del cratere non gli sono sembrati duri nè rigidi.
Mandiamo comunque il tutto per l'istologico: l'operazione è stata comunque la scelta giusta in quanto l'ulcera aveva già perforato...
Inoltre, se fosse maligna, abbiamo operato in tempi brevi, nella speranza che non ci siano altre metastasi.
Anche questo caso clinico indica la complessità delle situazioni che dobbiamo affrontare ogni giorno, ed insieme l'insostituibile
contributo dei volontari alla gestione dell'ospedale.

Fr Beppe


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