Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 14 dicembre 2013

Concerto

Con queste poche parole intendo salutare tutti i partecipanti al concerto di Natale organizzato alla Piccoala Casa. Il mio saluto naturalmente è a nome anche dei Fratelli e delle sorelle di Chaaria.
Grazie a tutti voi che avete voluto partecipare a questo evento di arte e di solidarietà a favore delle Missioni Cottolenghine.
Ringrazio di cuore le orchestre che si sono rese disponibili per questo concerto di solidarietà.
Un grazie speciale va al mio amico e compaesano Luca Audero è lui il vero artefice insiema alla moglie Ornella. E’ lui che ha contattato le orchestre di oggi.
Ringrazio quindi don Paolo e don Gianpiero per aver messo a disposizione il teatro e la filodiffusione nei reparti della Piccola Casa; poi dico grazie ai genitori di Giorgia, a Giorgia stessa, Stefania, Monica , Franco Guidobaldi e sua moglie Loredana. Non dimentico il garnde lavoro di Berenice e Lino.
Ringrazio i Superiori e tutta la Piccola Casa per l’occasione offerta all’ Associazione Volontari Missioni Cottolengo di celebrare il decennio della loro attività a nostro favore, in questo modo solenne e fraterno nello stesso tempo: l’Associazione è stata di grandissimo aiuto tramite il volontariato, la formazione, la selezione dei candidati e la raccolta fondi. 



Ringrazio poi gli ospiti della Piccola Casa che ascoltano il concerto sia in sala che in reparto: abbraccio tutti coloro che mi conoscono e si ricordano ancora di me.
Un sentito “Deo Gratias” alle suore, ai sacerdoti ed ai fratelli presenti all’evento.
Un abbraccio colmo di riconoscenza a tutti i volontari, benefattori e simpatizzanti.
Ringrazio tutti i partecipanti che hanno deciso di essere presenti, scegliendo il concerto invece di moltissimi altri impegni che certamente ognuno ha nel periodo che precede le festività.
Sicuramente ho dimenticato di citare molte persone che hanno collaborato all’organizzazione del concerto: a tutti coloro che non ho citato va il nostro ringraziamento e le scuse per non aver ricevuto comunicazione più precisa circa il loro importante impegno. Il Signore comunque non dimentica nessuno e ricompenserà tutti abbondantemente.
Ad ognuno dei presenti auguriamo un Santo e felice Natale, ed un anno nuovo colmo di speranza e meno duro di quello che stiamo concludendo.
Vi lascio con una frase di Nelson Mandela che mi ha molto lluminato in questi anni e che offro ad ognuno di voi come augurio per Natale. Io certamente mi ci ritrovo in pieno.Ognuno la può applicare a se stesso se la pensa valida: “Non sono un santo, a meno che per santo si intenda una persona che si rialza sempre dopo ogni caduta”.
Buon Natale e felice anno nuovo.
Buona musica e buon divertimento.

Fr Beppe a nome di tutti a Chaaria












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