Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 10 dicembre 2013

Sciopero


Era nell'aria da un po' di tempo per questioni legate alla nuova impostazione della sanità nella nuova Costituzione.

Stamattina però è iniziato. Scioperano tutti: infermieri, clinical officer e medici delle strutture governative.
Per Chaaria, questo si è tramutato già da oggi in una situazione quasi insostenibile: i pazienti ambulatoriali oggi sono più che raddoppiati;
l'affluenza in maternità ha avuto un picco veramente significativo; mentre i ricoveri sono stati così tanti che nelle prime 12 ore di sciopero già siamo tornati ai due pazienti per letto.
Siamo davvero stremati, anche perchè reduci da una chiamata notturna a mezzanotte e mezza.
Oggi non c'era quasi il tempo di respirare: chiamate da tutte le parti, gastroscopie, ecografie (senza Ogembo toccano ora tutte a me), complicazioni in sala parto, cesarei e raschiamenti urgenti, oltre che naturalmente una nutritissima lista operatoria.
A causa della pressione dei malati oggi non sono neppure riuscito ad essere presente mentre Pietro faceva la prostatectomia.



Abbiamo anche ricevuto un'ambulanza piena di malati gravissimi che ci sono stati consegnati da una struttura pubblica in procinto di chiudere.
Anche in ufficio per Giancarlo la situazione è molto difficile a motivo dell'aumento di carico di lavoro a tutti gli sportelli che si occupano di ricovero e dimissione dei malati.
Il personale è molto stressato e tirato al massimo.
Stiamo scavando le trincee emotive nel nostro cuore e ci prepariamo psicologicamente a tener duro a lungo, perchè le agitazioni sindacali normalmente non durano mai meno di alcune settimane.
Speriamo di farcela. Speriamo che non ci chiamino troppo di notte.
Speriamo soprattutto di riuscire a garantire comunque un servizio di qualità pur in condizioni veramente estreme causate dall'aumento esponenziale di afflusso.
Confidiamo nell'aiuto del Signore e sappiamo che anche tanta gente pregherà per noi... che di tempo per stare in cappella ne avremo ancor meno del solito.



fr Beppe


1 commento:

Anonimo ha detto...

Sicuramente pregheremo per voi e coraggio!! Fate tanto del bene!Coraggio: un respiro profondo, una minima preghiera: Vieni Signore Gesù e continuare.... Un abbraccio virtuale-spirituale a tutti
Patrizia maidoc@libero.it

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