Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 30 gennaio 2014

Uccisa da un aborto illegale?

Doreen ha quattordici anni ed è bellissima. Viene portata in ospedale in coma profondo. Inoltre manifesta convulsioni continue ed estrema rigidità ai quattro arti. E’ accompagnata dalla nonna perchè è orfana. 
Quello che la nonna sa è che Doreen è incinta. Glielo ha rivelato ieri per la prima volta, quando le ha anche detto di essere andata da una fattucchiera del villaggio che le aveva dato delle medicine per abortire. La nonna non è mai andata a scuola e naturalmente non sa che cosa sia stato somministrato alla nipote.

Il nostro primo compito è quello di fermare le crisi epilettiche subentranti. Proviamo subito con del barbiturico, in quanto il valium è controindicato in gravidanza. 
Non appena quel povero corpicino cessa per un attimo di essere scosso dai tremori comiziali, facciamo un’ecografia d’urgenza. Ci rendiamo conto che la gravidanza è avanzata: si tratta di un feto di circa sette mesi di età gestazionale, in posizione podalica... e purtroppo è già morto.
La cosa ci rattrista molto ma ci dà anche una direzione in cui lavorare: possiamo usare del valium in infusione continua perchè Doreen ha ricominciato con le convulsioni, e le facciamo dell’oxitocina in vena per farla contrarre e permettere al fetino morto di uscire.


Il parto non è semplice e soprattutto è molto triste a motivo del fatto che diamo alla luce un bimbo che mai la vedrà la luce di questo mondo. 
Far partorire una donna in stato di coma e con evidenti contrazioni muscolari non è la manovra più semplice. A questo si aggiunge il fatto che purtroppo la situazione complica con una placenta ritenuta che dobbiamo rimuovere con una revisione della cavità uterina.
Doreen ha anche diarrea profusa, ed il laboratorio ci informa che il test per la malaria è positivo: non sappiamo che cosa abbia assunto per abortire! L’unica cosa di cui siamo certi è che ha la malaria!
Iniziamo quindi con il chinino in vena e siamo molto fiduciosi perchè di solito la malaria cerebrale guarisce ed il chinino fa davvero miracoli.
Un’ora soltanto dopo il triste parto, vengo chiamato d’urgenza nella camera dove c’è Doreen:
“E’ in gasping...” dice laconicamente Susan.
Pasqualina è con me e mi segue. In meno di trenta secondi siamo pronti con l’ambu ed il set per la rianimazione, ma Doreen non ci ha aspettati.
“Pasqualina, non c’è attività cardiaca. La piccola se n’è andata in cielo!”
Sono momenti devastanti. Le altre donne del reparto si spaventano. La nonna di Doreen, che è rimasta a tenerle compagnia, inizia ad urlale forte e si rotola sul pavimento. E’ anche orario di visita e dobbiamo mandar fuori i parenti delle altre pazienti, che si assembrano curiosi attorno al letto del nostro insuccesso.
Doreen è morta a quattordici anni. La sua cute è sudata fredda e mi viene in mente quella canzone in cui Guccini piange l’amica “morta di parto sul letto sudato di un grande ospedale”. Lei non è propriamente morta di parto, ma comunque ci ha lasciati subito dopo aver dato alla luce quel piccolo maschietto senza vita.
Che cosa l’avrà uccisa?
Non lo sapremo mai!
E’ stata avvelenata dalla fattucchiera che ha sbagliato le dosi ed ha fatto fuori non solo il feto ma anche la giovane madre?
Sarà stata invece una malaria cerebrale che è venuta a sovrapporsi incidentalmente all’aborto criminale?
Ho nel cuore tanta disperazione. 
Naomi mi dice che ho fatto tutto quello che potevo e che quindi non mi devo abbattere. Ma io ho nel cuore quel corpo senza vita ed i tentativi inutili di ventilazione fatti da Pasqualina. Non riesco a togliermi dagli occhi e dalle orecchie quella vecchia signora che si contorce ed urla sul pavimento.
Non voglio avere alcun pensiero di condanna per questa povera bambina che ora giace morta di fronte a me. Sarà stata stuprata? Sarà stata messa incinta da un insegnante? E comunque dov’è il padre di quel bambino morto? Io a piangere qui non ho visto alcun partner... solo un’anziana donna disfatta dalla disperazione.
Mi ritorna in mente la pagina del Vangelo i cui i benpensanti del suo tempo volevano lapidare quella donna sorpresa in fragrante adulterio. Gesù non l’ha condannata ed ha semplicemente detto ai “perfetti”: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra!”.
Io però, tutte le volte che leggo quella pagina delle Scritture mi chiedo anche: in adulterio saranno stati sorpresi in due. Non si può commettere adulterio da soli! Come mai portavano solo la donna per essere lapidata? E dove era quell’uomo con il quale la cosiddetta peccatrice aveva consumato la sua trasgressione?
In obitorio a Chaaria oggi ho solo due vittime: Doreen ed il suo bambino. I due veri colpevoli (la fattucchiera ed il padre irresponsabile) sono da qualche parte vivi e vegeti... e forse non provano alcun rimorso.

Fr Beppe



1 commento:

Patrizia ha detto...

Che storia triste e violenta!! . Si sono distrutte tre vite, la piccola mamma, il bambino, la povera nonna!La violenza e l'ignoranza (da ignorare, non capire) distruggono delle vite innocenti, delle creature povere. Un abbraccio in Gesù
Patrizia

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