Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 28 febbraio 2014

Una presentazione clinica a Meru

Mercoledì sera, la consueta lezione per i medici della Kenya Medical Association a Meru, è stata nuovamente affidata al sottoscritto (la seconda volta nel 2014).
E’ stata una serata particolare perchè alla presentazione ha presenziato anche il Ministro per la Salute della Contea del Meru: la sua presenza ha naturalmente attirato molti medici, anche da lontano, ed è per questo che nell’uditorio avevo circa una quarantina di uditori. Erano stati invitati anche rappresentanti della Kenya Nursing Association ed i farmacisti degli ospedali governativi. Erano inoltre presenti esponenti della Kenya Methodist University (KEMU).
La mia presentazione è stata grandemente apprezzata ed ascoltata con interesse. Ne sono seguite domande e contributi. La cosa che mi ha fatto molto piacere è stato il fatto che molti medici in posizioni centrali nella struttura sanitaria della County, si sono personalmente congratulati con me con una stretta di mano.



Sono stato onorato dal fatto che il Ministro, il quale aveva offerto la sua prolusione già prima di me, ed aveva risposto a molte domande, ha poi deciso di non lasciare l’incontro ma di sedersi ad ascoltare la mia presentazione: il ministro ha avuto anche parole molto positive sull’operato del nostro ospedale che egli per ora conosce tramite la sua fama, ma che ha promesso di visitare. Il Ministro mi ha anche rassicurato che farà del suo meglio per riuscire a mandarci un medico in supporto al nostro grande lavoro.
La serata è stata anche l’occasione in cui ho regalato a tutti i partecipanti la nuova maglietta di Chaaria, chiedendo loro di indossarla con affetto e di aiutarci anche in tal modo a diffondere il messaggio da noi scritto sulla maglietta stessa: e cioè il nostro sogno di amore e di dedizione incondizonati per i poveri ed i malati.
E’ stata proprio una bella serata di visibilità per Chaaria. E’ stato bello per me che il Ministro abbia ascoltato la mia presentazione. 
E’ stato commovente ricevere tante attestazioni positive per il modo in cui ho sviluppato l’argomento assegnatomi. E’ stato incoraggiante osservare come tutti hanno gradito il nostro dono della maglietta.
Chaaria rimane sì un ospedale rurale e sperduto con tantissimi problemi (per esempio siamo stati senza elettricità per le ultime 46 ore ed i nostri generatori hanno raggiunto il limite dello sforzo), ma ora non possiamo più dire di essere sconosciuti: gli altri medici ci conoscono e molti ci apprezzano. 
Anche il sig. Ministro è al corrente del nostro servizio ed ha detto di volerci sostenere in futuro.


Fr Beppe

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