Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

lunedì 14 aprile 2014

La cascata di Njuthine


E' un po' più lontana dall'ospedale rispetto a quella di Mbajone.

Infatti dista circa 9 chilometri da Chaaria contro i 4 chilometri circa di quella di Mbajone.
Si tratta di una cascata altrettanto maestosa, anche se un po' meno profonda e più larga: si estende infatti su un anfiteatro roccioso semicircolare, e lo spettacolo che ti riserva è insieme mozzafiato ed estremamente pacificante. Entrambe le cascate si trovano lungo il percorso dello stesso corso d'acqua che gira attorno a Chaaria.
La distanza la rende una meta proibitiva per una gita a piedi, considerando che si tratta di 18 chilometri di cammino tra andata e ritorno: abbiamo però fatto recentemente l'esperienza di prenotare il mototaxi per i volontari: due passeggeri per ogni motocicletta!
E' andata benissimo!
Il prezzo è buono, e si arriva a destinazione in circa mezz'ora di guida prudente. Per il mototaxi abbiamo infatti chiamato gente fidata ed onesta.
Dal punto in cui il mototaxi non può proseguire, si deve camminare solo per pochi minuti, e già dal momento in cui il conducente spegne il motore, si sente il frastuono dell'acqua.
Si può ammirare la cascata dapprima da un punto di osservazione superiore, ma lo spettacolo più esaltante è quello che ti si paradavanti quando ci si siede sulla spiaggetta ai piedi della cascata stessa e si viene investiti in volto dalle goccioline di umidità chela massa d'acqua solleva cadendo.



E' una scena di grandiosa potenza della natura.
L'escursione alla cascata di Njuthine e' una destinazione ideale per un pomeriggio libero. Si può partire con calma alle 14 ed essere di ritorno prima del buio. Naturalmente il mototaxi aspetta i volontari mentre sono alla cascata, e quindi li riporta indietro fino all'ospedale.
Spesso i volontari spendono un sacco di soldi e viaggiano ore ed ore per un parco nazionale, ma molto raramente riescono ad ammirare le bellezze naturali che circondano l'ospedale.
Naturalmente sarò disponibilissimo a dare indicazioni sia per raggiungere la cascata di Mbajone, che quella di Njuthine.
Attorno a Chaaria ce ne sono almeno altre tre: alcune sono un po' lontane ed in luoghi impervi, ma queste due sono davvero mete alla portata di tutti.



Fr Beppe


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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