Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 16 giugno 2014

Iniziata maratona ortopedica

Da quando il Dr Luciano Cara ha messo piede a Chaaria a mezzogiorno di venerdì scorso, la mareggiata ortopedica è iniziata in tutta la sua potenza... per noi si tratta di un vero e proprio tsunami che si viene ad aggiungere ad una attività normalmente molto intensa.

Già venerdì pomeriggio sono incominciati gli interventi ortopedici programmati, anche se il Dr Cara era stato in volo per quasi due giorni; sabato e domenica sono state giornate di fuoco: due sale operatorie aperte, con interventi ortopedici nella nuova ed emergenze (soprattutto cesarei e raschiamenti) nella vecchia.
Sabato abbiamo operato dalle 8 alle 18.30, mentre ieri abbiamo aperto la sala alle 10 del mattino, subito dopo la messa, per chiuderla alle 22.10. A quell’ora ci siamo concessi un’ottima pizza preparata dalla moglie Francesca.
Oggi è effettivamente il primo giorno feriale di ambulatorio ortopedico ed il Dr Cara ha decine e decine di pazienti che egli cerca di visitare e ricoverare tra un intervento e l’altro.
Pure oggi Luciano ha saltato il pranzo, ma dice che questo per lui è normale anche a Cagliari... e l'ultimo intervento programmato è terminato alle 20,15.



Ci aspettiamo tre settimane di fuoco in quanto siamo l’unica struttura in cui le patologie ossee possano essere operate ad un prezzo accessibile alla gente comune.
I nostri prezzi sono così bassi perchè l’ortopedia è quasi completamente “sponsorizzata” dal gruppo di Cagliari, che ci assicura tutto il costosissimo materiale di consumo (placche, viti, chiodi e fili) oltre allo strumentario per l’esecuzione degli interventi.
Il Dr Cara viene a Chaaria tre volte all’anno ed ormai è un punto di riferimento per moltissimi pazienti che egli riesce a seguire con adeguato follow up post chirurgico. 
Luciano è inoltre diventato il chirurgo di fiducia del Cottolengo di Tuuru, ed in qualche modo è di fatto l’erede del Prof Operti che negli anni settanta aveva iniziato l’attività chirurgico-ortopedica a Tuuru. 
Egli è inoltre un espertissimo chirurgo della mano e la sua competenza è estremamente preziosa a Chaaria, dato l’elevatissimo numero di ferite da machete: da quando è arrivato, Luciano ha già eseguito una complicatissima tenorrafia bilaterale del polso in paziente assalito dai ladri, e domani dovrà cercare di salvare entrambe le mani di una “ladra” che, sorpresa a rubare, era stata punita dalla folla con il tentativo di amputazione bilaterale degli arti superiori: sono sicuro che Luciano farà un ottimo lavoro e le salverà l’uso di entrambe le mani.
Egli è anche il presidente della Associazione di Cagliari che ha di recente comprato nuovi accessori ortopedici per il letto operatorio della nostra sala e che sta raccogliendo i fondi per l’acquisto di una nuova ambulanza.
A lui ed a tutti gli amici della Sardegna dobbiamo davvero tanto, ed oggi vogliamo dire grazie non solo a Luciano che è qui con sua moglie Francesca, ma anche ad ognuno dei membri dell’Associazione per il continuo impegno a nostro favore, per il bene che ci vogliono e per l’amicizia che ci lega.

Fr Beppe Gaido


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