Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 28 giugno 2014

La dottoressa Silvia Fontana

Ringraziamo di cuore Silvia, dottoressa di Torino, specializzata in Malattie Infettive e Tropicali, per la collaborazione vissuta negli ultimi sei mesi.

Silvia ha lavorato con noi con un contratto di collaborazione stipulato con il Cttolengo Mission Hospital sotto l’egida della Diocesi di Meru.
Tale collaborazione è stata approvata dal Superiore Generale Fr Giuseppe Visconti.
Silvia è stata una presenza molto importante nella gestione dei pazienti “internistici” sia in reparto che in ambulatorio.
E’ stata di grande aiuto anche come ecografista e come elettrocardiografista.
Non di rado ci ha aiutati anche in sala di notte, soprattutto per la parte anestesiologica.
La mia speranza era che, entro i sei mesi della sua permanenza a Chaaria, io avrei potuto trovare un medico stabile che sostituisse il dr Ogembo.
La speranza però per adesso è stata vana.
Purtroppo infatti Silvia parte quando ancora sono solo e non ho trovato un collega che accetti di lavorare a Chaaria in modo continuativo.



Ho sì alcuni colleghi che vengono da Meru come “gettonisti”, ma si tratta di presenze a singhiozzo per uno o due giorni alla settimana.
E’ quindi ancora un periodo di superlavoro e di instabilità per Chaaria, anche considerando il fatto che nessuno di questi medici kenioti accetta di fermarsi a Chaaria dopo le ore 17: le emergenze notturne sono quindi di necessità sempre mie.
Di Silvia ci mancherà la dedizione in reparto fino a tardi, la voglia di approfondire e capire le ragioni per cui la gente stava male, il non darsi pace quando qualcuno moriva nonostante le nostre cure, la grandissima capacità di collaborazione con gli altri volontari.
Silvia parte per il Burundi per un’altra esperienza di collaborazione e per un altro periodo di servizio ai malati ed ai bisognosi.
Mentre la ringraziamo per tutto quello che ha fatto per Chaaria e per i nostri pazienti, le auguriamo un’esperienza feconda ed esaltante in Burundi, terra che lei ama in modo tutto speciale.
Se poi potessimo lavorare ancora insieme a Chaaria, noi ne saremmo veramente molto contenti: su questo punto però dobbiamo affidarci alla Provvidenza ed alla vita stessa che a volte ci conduce per strade che si intersecano nuovamente ed altre volte ci separa dagli amici per lunghissimo tempo.

Fr Beppe e Fr Giancarlo




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