Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 22 ottobre 2014

Padre Lino e Don Paolo

Ringraziamo di cuore il Superiore Generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza per averci visitati qui a Chaaria.

Padre Lino Piano è in Kenya e Tanzania per una visita alle comunità cottolenghine ed ha un'agenda molto stipata, ragion per cui non si ferma mai più di un giorno (o al massimo due) nello stesso posto.
A Chaaria ha dedicato una giornata intera e qui ha trascorso anche la notte; ciò gli ha permesso di rendersi conto di persona di tutti i miglioramenti che abbiamo apportato sia alla struttura che al servizio negli ultimi due anni (infatti l'anno scorso non era riuscito a passare da Chaaria). Ha visitato con ammirazione la "nuova" sala operatoria anche all'interno, in quanto non l'aveva ancora vista finita.
Si è complimentato per la nuova maternità che gli è parsa bella e funzionale.
Con Padre Lino abbiamo discusso anche di problematiche importanti per il futuro della nostra missione e per la sua sostenibilità.
Abbiamo sentito la sua presenza paterna ed il suo affetto per noi e per Chaaria. Siamo riusciti a condividere insieme pranzo e cena, in quanto siamo stati miracolosamente risparmiati dalle emergenze in quei due momenti comunitari.
Stamane abbiamo celebrato insieme l'Eucaristia, ed è stato un momento bello e commovente (la Messa in Cappella per noi è ormai una rarità, e sempre partecipiamo all'Eucaristia in parrocchia).


Con Padre Lino era a Chaaria anche don Paolo Boggio, rettore del seminario cottolenghino di Torino: per don Paolo è stata la prima volta in Kenya e Tanzania, e quindi per lui tutte le missioni visitate sono state qualcosa di assolutamente nuovo. Ringraziamo anche don Paolo per l'affetto e l'entusiasmo che ha dimostrato per Chaaria.
I due sacerdoti italiani sono stati accompagnati a Chaaria dal rettore del seminario di Nairobi don Filippo, che ringraziamo per la disponibilità e per l'amicizia.
La visita del Padre Generale e di don Paolo ci ha rafforzati nell'unità con la Piccola Casa.
I momenti in cui cementiamo il nostro senso di appartenenza alla Casa Madre ed alla Spiritualità del Santo Fondatore sono sempre molto importanti per noi che viviamo lontani ed abbastanza isolati.
A volte la distanza e l'isolamento ci portano infatti a sentire che il nostro senso di appartenenza rischia di annacquarsi ed affievolirsi; come si dice spesso:"lontan dagli occhi, lontan dal cuore!"
E' un rischio che si corre in missione, ma le visite fraterne dei nostri superiori ci aiutano moltissimo e ci incoraggiano a portare sempre avanti il nostro servizio in comunione con la nostra "famiglia religiosa di origine" che è appunto la "famiglia cottolenghina".
A Padre Lino ed a Don Paolo auguriamo un felice ritorno in Italia domani notte.

Fr Beppe e Fr Giancarlo


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