Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 13 ottobre 2014

Un enorme emangioma

La povera paziente di cui vedete la mano nelle foto non poteva certo fare nulla con la destra, avendo il dito medio ridotto in quelle condizioni.
Me l'hanno presentata stamattina. Era disperata perchè nessun medico voleva tentare di togliere quella massa. Ciò che le veniva proposto era l'amputazione, ma, all'età di 30 anni, lei proprio non si sentiva di di farsi tagliare un dito.
Ho avuto molta paura perchè all'ecografia la massa mi pareva un emangioma e quindi temevo una emorragia massiva in sala.
Ciononostante ho deciso di provare, vedendo la disperazione della poveretta che aveva peregrinato di ospedale in ospedale senza trovare aiuto ed oggi era arrivata a Chaaria così motivata che addirittura era digiuna per l'intervento.
Il Signore ci ha aiutati come sempre e l'operazione è andata bene, senza grossi sanguinamenti. Ora aspettiamo l'esame istologico, ma ho buone speranze che non ci sia nulla di maligno.

fr Beppe Gaido





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