Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 3 novembre 2014

Il Cottolengo Mission Hospital: dalla Sardegna al Kenya per garantire cure e assistenza ai più poveri

Scritto da: Tottus in Pari in Argomenti vari

A Chaaria, in Kenya, non ci si ferma mai. Le emergenze sono numerose e continue. Ogni giorno, alla porta del Cottolengo Mission Hospital, bussano tra le 300 e le 350 persone. Sono adulti, bambini orfani, mamme con neonati al seguito, disabili. Tanti di loro – per paura, poca informazione o, semplicemente, perché non hanno risorse economiche – arrivano in ospedale quando infezioni e malattie sono in stadio avanzato. La maggior parte dei pazienti non può permettersi di pagare le cure o un intervento nelle altre strutture sanitarie keniote. Beppe Gaido, fratello del Cottolengo di Torino, medico specialista in Malattie infettive, non lascia mai nessuno fuori dalla struttura, anche a costo di far condividere un letto a due pazienti. Direttore sanitario e amministrativo dell’ospedale e della missione dal 1998, Fratel Beppe si occupa senza sosta del Cottolengo Mission Hospital Chaaria. 
 Il missionario può contare sul supporto e sul prezioso aiuto di medici, infermieri, odontoiatri, ostetriche e fisioterapisti che, ogni anno, partono da tutta Italia e si organizzano in gruppi per trascorrere le loro ferie tra i reparti e la sala operatoria di Chaaria.


Al personale sanitario si aggiungono poi anche i tantissimi volontari che, a turno, si occupano dell’assistenza dei circa 50 disabili del centro “Buoni figli”, della manutenzione e della pulizia dei locali. Tra le associazioni impegnate nel progetto c’è anche quella del Gruppo volontari sardi Karibu Africa onlus, coordinata da Luciano Cara, medico e direttore del reparto di Ortopedia e Microchirurgia ricostruttiva dell’Ospedale Marino di Cagliari. Domenica scorsa i circa cento volontari sardi hanno promosso una festa di beneficenza, che si è svolta in un locale del litorale quartese, per raccogliere fondi da destinare all’acquisto di un’ambulanza medicalizzata da donare all’ospedale Cottolengo di Chaaria. Durante la serata sono stati raccolti quasi 7mila euro anche se, per raggiungere i 70mila – cifra necessaria per poter comprare il mezzo – saranno promosse nuove iniziative. 
L’ambulanza sarà acquistata direttamente in Kenya: sarà un mezzo fuoristrada, perché dovrà essere adatto per percorrere le strade dissestate e fangose. «In Kenya», spiega Cara, «riesco ad andare tre volte all’anno. Alcuni volontari, partono una volta sola. Ognuno di noi si paga il viaggio di tasca. Tutti i soldi che raccogliamo con le donazioni vengono, infatti, interamente destinati al progetto. 
Nella struttura ci impegniamo a garantire la presenza a gruppetti di sei persone nei diversi periodi dell’anno. Per i pazienti, i costi delle prestazioni sono ridottissimi e tutti, in ogni caso, vengono assistiti. Anche coloro che non possono pagare». Attualmente il Cottolengo Mission Hospital può contare su 140 posti letto, anche se non è raro «ospitare contemporaneamente fino a 160 malati. In questi casi», precisa Luciano Cara, «si aggiungono brandine extra e, in caso di emergenze, si mettono due malati per letto». A Chaaria sono presenti i reparti di “Out patient department” – per i pazienti che necessitano di una diagnosi, di esami di laboratorio, cure mediche ambulatoriali e piccoli interventi chirurgici -, quelli di maternità, medicina generale, pediatria, chirurgia, ortopedia e traumatologia, malattie infettive, odontoiatria, endoscopia digestiva e fisioterapia. Ci sono anche una farmacia e un laboratorio, ed è possibile effettuare le ecografie. «Ogni anno la nostra onlus», aggiunge il coordinatore del Gruppo volontari sardi Karibu Africa onlus, «assicura a Chaaria almeno 30mila euro, dei quali 10mila sono finalizzati all’assistenza gratuita dei bambini dai zero ai 5 anni, altri 10mila per i disabili e i restanti per l’ortopedia». Chi desidera fare donazioni, può dare il proprio contributo con un versamento attraverso unbollettino postale sul conto numero 1003841531, intestato a Gruppo volontari sardi Karibu Africa onlus, oppure con un bonifico bancario sul conto corrente postale dell’ufficio di Capoterra intestato a Gruppo volontari sardi Karibu Africa onlus, codice IBAN: IT09E0760104800001003841531.

di Eleonora Bullegas

Nessun commento:

Guarda il video....