Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 2 dicembre 2014

Siamo tutti in lutto

Insieme a tutta la Nazione anche noi di Chaaria proviamo dolore estremo per l'ennesimo attacco terroristico che ha colpito il Kenya.
Sentiamo acuta sofferenza per le vite che anche oggi sono state perse: era gente povera, che lavorava duro in condizioni estreme. Erano semplici spacca-pietra e sono stati uccisi nel sonno.
Hanno perso la vita perchè non-musulmani: ma noi sappiamo che Dio non può benedire l'omicidio ed i crimini contro l'umanità. Siamo convinti che non si può uccidere in nome di Dio, perchè nessun Dio può volere la morte degli innocenti... e chi uccide in Suo nome, certo non ha capito chi è Dio.
Preghiamo per i morti di Mandera e per la persona uccisa da una granata a Wajir. Preghiamo per le loro famiglie.
Ostinatamente vogliamo implorare da Dio la pace, per la fine della violenza e del terrorismo, la convivenza pacifica tra fedeli di religioni diverse in Kenya.
Quello che sta succedendo è terrorismo e basta: non è guerra di religione.
Cristiani e Musulmani possono vivere insieme ed a Chaaria lo stiamo facendo: la dottoressa che lavora con me è musulmana ed anche oggi almeno 40 dei nostri pazienti erano di fede islamica.


Questi pazienti si sono rivolti a noi con fiducia e noi li abbiamo accolti con amore.
L'amore, il rispetto, la fraternità verso tutti sono le nostre risposte al terrorismo.
Sento forte in me oggi il richiamo che viene dalla preghiera di San Francesco: "Signore, fa' di me uno strumento della tua pace, del tuo amore. Dove c'è l'odio, che io porti l'amore..."
Preghiamo per Mandera: in quella zona sono poveri, vivono nel deserto ed ora vengono anche uccisi da dei terroristi che non hanno rispetto per la vita.
Preghiamo per il Kenya affinchè la pace e l'armonia trionfino.
Preghiamo per Cristiani e Musulmani, perchè si possa ritrovare una convivenza pacifica e rispettosa della fede altrui.
Lo sappiamo che è possibile e ci proviamo ogni giorno, con l'aiuto di Dio.
Ai volontari ripeto comunque che qui a Chaaria è tutto assolutamente tranquillo.

Fr Beppe


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