giovedì 22 gennaio 2015

Buon Compleanno, Beppe...

Carissimo Fratel Beppe,

come ogni anno siamo felici di poterti augurare di cuore … BUON COMPLEANNO!!!
Per noi è sempre una buona occasione per rinnovarti la nostra stima ed ammirazione per tutto quello che fai per Chaaria e soprattutto per il tuo servizio incondizionato per i più poveri, fra i poveri.
Quello trascorso è stato un anno intenso e impegnativo. Ti abbiamo visto “correre” da un paziente all’altro, da una sala operatoria all’altra, dall’ecografo al gastroscopio, senza mai fermarti!
E’ stato un anno in cui alcuni dei “tuoi” – dei “nostri” – sogni hanno iniziato a concretizzarsi: la nuova maternità, il nuovo ecografo, la nuova ambulanza ... e molti altri! 
Dietro ognuno di questi progetti sappiamo che ci sei tu, c’è la tua capacità di coinvolgere i donatori, c’è il tuo impegno a seguire ogni singolo aspetto affinchè si arrivi al risultato sperato, c’è il tuo entusiasmo per Chaaria!
E’ stato un anno in cui per te non sono mancati momenti di stanchezza, difficoltà, nuove sfide. 
In queste occasioni sei riuscito a tirare fuori il meglio di te, superando tutto con determinazione e tenacia.
E’ stato un anno in cui ancora una volta hai dimostrato, giorno dopo giorno, la tua forza e determinazione a portare avanti la “tua” missione: servire i poveri senza limitazioni di tempo, testimoniare che l’Amore di Dio è per tutti, e soprattutto per i più deboli, vedere in ognuno delle persone che ti cercavano (pazienti, buonfi figli, fratelli, suore, sacerdoti, dipendenti, volontari, gente comune ... insomma tutti noi!) il volto di Gesù a cui hai consacrato la tua vita.
Per tutto questo ti ringraziamo e chiediamo a Dio che continui a darti la forza per proseguire con rinnovato entusismo in questo nuovo anno!
Di cuore ti rinnoviamo i nostri auguri, promettendoti il nostro piccolo ma quotidiano sostegno per la tua missione.
AUGURI!!!


Tutti noi di Chaaria!!!


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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