Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 28 gennaio 2015

Festa di arrivederci

Ringraziamo di cuore le volontarie Francesca ed Antonella che oggi hanno preparato una bella festa di arrivederci per i buoni figli con i quali hanno condiviso le ultime tre settimane.
I nostri ragazzi sono molto affettuosi e vogliono bene ai volontari che si prendono cura di loro.
Una festa come quella di oggi ha riempito il loro cuore di gioia e li ha fatti sentire importanti ed apprezzati.
A loro basta poco per essere felici: un dolce, un pezzo di pizza (magari sbriciolato perchè non vada per traverso), un bicchiere di bibita, una canzone insieme. So che, a loro modo, sanno poi esprimere tanta riconoscenza ai volontari che da queste feste escono commossi e con le lacrime agli occhi.
Forse di feste come quella di oggi dovremmo organizzarne di più per rompere la monotonia della loro vita sempre uguale.
Grazie a chi oggi lo ha fatto per noi.

Fr Beppe


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