Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

venerdì 30 gennaio 2015

Un dono per Chaaria

Siamo molto riconoscenti ai genitori del piccolo Andrea, che in occasione del battesimo della loro creatura, hanno raccolto offerte proprio per il nostro ospedale missionario.
Noi non conosciamo direttamente questa coppia: sappiamo solo che sono terziari salesiani e che sono amici delle nostre consorelle del "Monastero Sacro Cuore" di Manziana (Lazio), e che in particolare sono affezionati alle nostre consorelle "romane" Sr Beatrice e Sr Valeria.
Le suore contemplative del Monastero di Manziana si sono impegnate a preparare le bomboniere per il battesimo, mentre i genitori si sono fatti in quattro per la raccolta delle offerte.
Nella foto potete vedere il piccolo Andrea con la sua mamma, vicino allo stand da loro preparato per l'occasione.
Un sincero ringraziamento a questa famiglia che, senza conoscerci, ha voluto fare tanto per noi nell'importante giorno del battesimo del loro figlioletto. 
Esprimo anche la nostra sincera riconoscenza alle suore cottolenghine del "Monastero Sacro Cuore"

Fr Beppe Gaido


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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