Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 12 gennaio 2015

Un nuovo orfanello per Chaaria

Lo abbiamo accolto stamattina.
Ce lo ha portato Sr Anselmina di Nkabune, a cui la famiglia si era rivolta.
E' un maschietto nato il 23 dicembre scorso nei pressi di Maua in una maternità rurale.
Sua mamma è morta di parto e pochissimo sappiamo del padre che sembra essere un adolescente della zona che non aveva intenzioni serie con la madre del bimbo.
Al momento non sappiamo se qualcuno della famiglia della madre defunta lo accoglierà quando sarà più grande o se, dopo i mesi di "svezzamento" a Chaaria, il piccolo andrà ad abitare all'orfanotrofio di Nkabune... questa parte sociale normalmente la affidiamo completamente a Sr Anselmina.
Il bimbo è già stato battezzato e si chiama Bonface: lo vedete dormire saporitamente nel suo nuovo lettino qui a Chaaria.
Gli diamo il benvenuto nella nostra famiglia e gli apriamo il nostro cuore.

Fr Beppe


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