Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

giovedì 12 marzo 2015

Un nuovo libro su Chaaria

E' ancora un attimino lontano ed ancora siamo in fase di preparazione, ma il secondo libro su Chaaria sta prendendo forma poco alla volta.

Molti mi avevano chiesto il secondo volume di AD UN PASSO DAL CUORE; io ne sentivo il desiderio ma me ne mancavano un po' il tempo ed un po' le forze.
Dopo non poche remore, legate soprattutto alle mie paure di non farcela, ho domandato alla volontaria Gianna Rovero (a cui oggi faccio tantissimi auguri di buon compleanno) se mi poteva aiutare a mettere ordine nei miei scritti, allo scopo di trovare dei filoni conduttori e degli argomenti forti che avrebbero potuto poi coagularsi in capitoli di un eventuale secondo libro.
Gianna ha fatto un lavoro bellissimo e preciso che ha portato alla raccolta di quasi 280 pagine di bozze, divise per argomenti.
A questo punto ho chiesto il permesso ai miei superiori, che si sono dimostrati favorevoli e mi hanno dato il benestare per il nuovo libro.
Avevo però ancora bisogno dell'aiuto di Mariapia Bonanate, che da grande scrittrice, avrebbe potuto lisciare le mie forme grammaticali scorrette ed epurare i miei inglesismi a volte feroci. Anche Mariapia, seppure molto impegnata, ha creduto nel progetto e mi ha assicurato il suo aiuto e la sua collaborazione.
Da ultimo è venuto il sì della Casa editrice San Paolo che si è detta disponibile alla pubblicazione.


Si tratterà di un'opera in parte simile alla precedente ed insieme completamente diversa: simile perchè nuovamente attingerà ai miei diari di Chaaria e raccoglierà solo storie assolutamente vere tratta dalla vita nel nostro ospedale; ma anche diverso perchè sarà un'opera divisa per capitoli, ognuno dei quali si focalizzerà su un particolare argomento: non più un diario cronologico, come era stato AD UN PASSO DAL CUORE, ma un diario per argomenti.
Con Mariapia stiamo lavorando bene e siamo già arrivati alla stesura delle prime bozze fino al tredicesimo capitolo. E' nostra intenzione di arrivare a venti o ventidue capitoli.
Speriamo di terminare le bozze entro l'estate prossima. Naturalmente poi i tempi di pubblicazione saranno più lunghi ed ovviamente saranno decisi dalla Casa Editrice che dovrà sia rivedere ed approvare le nostre bozze e sia decidere il periodo migliore per la sua uscita.
Io non ho fretta, ma sono estremamente contento che questa seconda opera stia prendendo forma e che poi esca davvero.
Ho già deciso il titolo del libro, ma questo rimarrà una sorpresa finchè lo leggerete sulla copertina.
E' mia intenzione che i diritti d'autore siano stavolta versati per la ristrutturazione della pediatria di Chaaria.
Grazie ancora a tutti quelli che hanno comprato e letto il libro AD UN PASSO DAL CUORE, che ha aiutato tanto nella costruzione della nuova maternità.
Per favore, iniziate a scaldare i motori per la pubblicizzazione del nuovo libro. Naturalmente vi farò sapere quando uscirà!
Grazie a tutti in anticipo.

Fr Beppe Gaido


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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