Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 24 aprile 2015

Incidenza e complicazioni dell'aborto illegale in Kenya

La definizione di aborto illegale (unsafe abortion in Inglese) è  secondo l’OMS  una procedura  intesa a interrompere una gravidanza, eseguita da persone che non hanno la preparazione professionale richiesta oppure eseguita in un ambiente non conforme ai requisiti minimi di igiene e sicurezza.
L’aborto illegale rimane una delle cause più importanti di mortalità e morbidità materna in Kenya. Anche la terapia delle complicazioni degli aborti illegali impegna molte volte lo staff degli ospedali e richiede grossi capitali.
Dati ufficiali del Ministero della Sanità indicano che nel 2012 ci sono stati all’incirca 464.690 aborti volontari in Kenya: tale dato ci porta a stimare una ratio di 48 aborti per 1000 donne in età fertile (cioè tra i 15 ed i 49 anni), ed una ratio di 30 aborti per 100 nati vivi.
Nello stesso anno 157.762 donne hanno richiesto terapia per complicazioni di aborti sia naturali che indotti. Di questo numero 119.912 erano pazienti con complicazioni di aborto illegale.
La piaga degli aborti illegale sembra essere trasversale ed interessare tutte le classi sociali: colpisce nello stesso modo donne che hanno studiato, insieme a quelle che non sono andate a scuola; interessa donne cristiane, musulmane o di altre fedi religiose ; riguarda studenti, donne con un lavoro ed altre disoccupate, donne sposate, donne ancora “single” o donne divorziate.



Parlando della gravità delle complicazioni da aborto illegale, lo studio che oggi prendo in considerazione ci indica un 23% di complicazioni modeste; 40% di complicazioni moderate ed un 37% con complicazioni severe (febbre alta, shock,sepsi, total organ failure).
Il documento ci indica anche una mortalità di 266 per 100.000 aborti illegali in Kenya.
I dati dello studio illustrano inoltre che la percentuale di aborti indotti in Kenya  nel 2012 (48/1000) è più elevata che nel 2002 (45/1000); tale percentuale è più alta anche della media per l’Africa Orientale nel 2008 (39/1000) ed dell’incidenza per l’Africa nello stesso anno ( 29/1000).
Lo studio indica come l’aborto illegale sia un grande problema sanitario in Kenya. Dobbiamo quindi impegnarci molto sia nella prevenzione, indicando alle donne vie alternative all’aborto illegale per una gravidanza non voluta, e sia nella cura delle complicazioni dell’aborto illegale.

Fr Beppe Gaido 


FONTI
Incidence and complications of unsafe abortion in Kenya. Ministry of Health.

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