Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

giovedì 14 maggio 2015

Suggestioni dal piccolo principe

Ha scritto Saint Exupery ne' “Il Piccolo Principe”:
“Fai della tua vita un sogno e del sogno una realtà”.
E’ quanto mi ripeto quando, nella notte, contemplo il cielo pulsante di stelle di Chaaria, quando mi alzo la mattina e respiro i profumi intensi dei fiori del giardino, ma anche gli odori acri che arrivano a zaffate dai letti dei nostri pazienti gravi.
E’ quanto difendo, con tutte le mie forze, nei momenti di scoraggiamento e di tentazione di arrendermi di fronte alle sempre nuove “impossibili” difficoltà e a quell’usura quotidiana che insidia i sogni.
Dice ancora saint Exupery: "E' il tempo che hai speso per la tua rosa che l'ha resa unica al mondo"
E' la sensazione che provo a mezzanotte dopo una giornata intensa di lavoro e sacrificio, dopo aver consumato tutte le mie energie fisiche e mentali nel servizio di chi ha bisogno.
E' la percezione che Chaaria per me è unica al mondo non perchè sia un ospedale più bello degli altri, ma perchè per esso ho dato tutto; ho speso tempo, energie, ideali e tanto sudore. 


All'ospedale ho dedicato me stesso senza risparmiarmi, ed è per questo che esso è diventato la mia rosa unica al mondo.

Fr Beppe


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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