Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 18 giugno 2015

I nostri Buoni Figli ammalati

In questi ultimi giorni Mururu ha avuto una brutta broncopolmonite che ci ha portati a tenerlo in ospedale per qualche giorno. 
Ora sta meglio ma ha ancora una tosse brutta e produttiva. E' stato dimesso...enaturalmente già chiede di andare a casa.
Mwiti invece, che, come molti sanno, è affetto da una grave forma di elefantiasi ad entrambe le gambe, ha contratto una brutta flebite. 
Lo abbiamo messo in terapia, ma non siamo riusciti a ricoverarlo in ospedale in quanto egli ha rifiutato veementemente. 
Il suo caratteraccio avrebbe comunque reso molto difficoltosa la convivenza con gli altri pazienti. 
Anche Mwiti sta ora migliorando e pensiamo che sia scongiurato il rischio di embolia polmonare.
Ad entrambi auguriamo di ristabilirsi completamente.

fr Beppe




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