Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 22 giugno 2015

Turn over presso i nostri orfani

Dopo oltre sei mesi di permanenza con noi, oggi abbiamo salutato Bonface che è stato accolto a Nkabune da Sr Anselmina, la quale ci ha invece lasciato un’altra piccola “perla”: è nuovamente un maschietto.
Si chiama Brian Muthuri, ed ha appena due mesi. E’ figlio di una ragazza madre, morta di recente dopo breve malattia. Brian a casa ha solo una nonna psichiatrica. Sappiamo che è originario del Tharaka.
Lo accogliamo con gioia a Chaaria, perchè troppo piccolo per Sr Anselmina ed il suo orfanotrofio.
Sarà con noi per almeno sei mesi, finchè la suora si sentirà di riprenderlo. 
Certamente per Brian non ci sono prospettive di reinserimento in famiglia.



Nelle foto, Bonface è in braccio a Judith al momento della partenza, mentre Brian è quello nel lettino.


Fr Beppe



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