giovedì 3 settembre 2015

Entrati nella nuova pediatria

Inviamo alcune foto dei lavori appena ultimati. Le abbiamo scattate all'inizio del trasloco, mentre ancora i locali erano quasi vuoti, per non causare problemi alle mamme che ovviamente non amano essere fotografate quando i loro figli sono malati.
La nuova struttura è comunque ora piena come un uovo.
E' venuta veramente bene ed è risultata funzionale e spaziosa, pur avendo semplicemente riorganizzato lo spazio già esistente.
Oltre a due grandi camere di degenza ampiamente comunicanti tra di loro, la pediatria ha ora tre stanzette di isolamento, una sala infermieristica e di medicazione, ed un locale separato per gli orfanelli.
La nuova pediatria ha un sistema autonomo di pannelli solari, che usiamo in caso di lunghi black out diurni o notturni.
Inoltre già abbiamo predisposto le tubature per l'impianto centralizzato dell'ossigeno, anche se tale progetto è per adesso in divenire.
Mancano ancora molte rifiniture, come le tende, l'orologio e gli armadietti, ma avevamo fretta di entrare nella nuova struttura, a causa della pressione creatasi con lo sciopero e con l'afflusso incredibile di pazienti che ne è derivato.
Con il post di oggi intendo semplicemente esprimere il mio sincero ringraziamento a tutti i benefattori, gruppi, uffici ed associazioni che hanno raccolto fondi per quest'altra ristrutturazione così importante per i nostri piccoli ammalati.


Ringrazio di cuore i Superiori della Piccola Casa che hanno sostenuto ed appoggiato il progetto.
Esprimo la mia riconoscenza sincera all'impresa edile che ha portato a termine il lavoro in tempi di record, al personale che oggi si è fatto in quattro per il trasloco ed il trasferimento dei malati...e soprattutto ringrazio Fr Giancarlo che ha dapprima ideato e disegnato le modifiche architettoniche necessarie per l'ammodernamento e la razionalizzazione della pediatria, e poi ha seguito alacremente i lavori fino alla loro conclusione.
Da ultimo ringrazio il Signore che sempre di protegge e ci benedice nel nostro servizio.
Onestamente la pediatria mi piace moltissimo, così come è venuta.
Nei locali dove fino ad oggi abbiamo tenuto provvisoriamente i bambini, ora già ci sono i pazienti del Meru Hospital in attesa di intervento chirurgico-ortopedico.

Fr Beppe
 







1 commento:

Antonella Russo ha detto...

Deo gratias alla Divina Provvidenza che sempre arriva e ci apre la strada...e buon lavoro a tutti...vi ricordo nella preghiera!


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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