Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 29 dicembre 2015

Gli addomi acuti

Anche ieri abbiamo avuto un addome acuto tremendo, ed ancora una volta ho perso cinque anni della mia vita nella tensione. Sempre ci sono le domande che ti poni: apro o mi astengo: e’ un addome chirurgico o medico? La mando in un altro ospedale? Ma cosa faccio se da questo ospedale lei gia’ ci viene, e la’ non hanno riconosciuto la diagnosi e l’hanno dimessa?
E poi, un addome acuto puo’ essere di tutto: da banali aderenze che puoi lisare senza problemi ad un volvolo che semplicemente devi derotolare, ad una invaginazione che con pazienza riesci a risolvere.
Ma, dopo aver aperto l’addome, e’ possibile trovarsi di fronte a delle anse necrotiche ed alla necessita’ di fare delle resezioni intestinali in emergenza. Oppure puo’ essere una perforazione di ulcera peptica, o una perforazione ileale da tifo, e devi quindi essere pronto a delle rafie non semplici.
Il caso di ieri per esempio alla fine era una brutta perforazione nei pressi della valvola ileo-cecale: di suturare semplicemente non se ne poteva neppure parlare, perche’ la sutura non avrebbe tenuto. Abbiamo quindi dovuto fare un’amputazione del cieco, una resezione ileale di 20 cm, con susseguente anastomosi ileo colica latero-laterale sull’ascendente.
E’ stato un’impresa dura e impegnativa, ma alla fine e’ stata una procedura pulita e ben fatta.


Ora speriamo vivamente che il post-operatorio non ci porti delle sorprese.
L’emergenza intestinale è in continuo aumento: forse si tratta di cambiamenti alimentari, o magari cio’ e’ legato al fatto che la gente davvero si fida di noi e viene a cercare aiuto proprio qui.
L’appendicite, per esempio, era una patologia praticamente a me sconosciuta nella Chaaria di dieci anni fa: ora l’appendicectomia (per lo piu’ retrocecale e complicata) e’ un’urgenza piu’ frequante della gravidanza ectopica. La perforazione intestinale da tifo segue a ruota l’incidenza della patologia appendicolare... per non parlare delle ulcere duodenali perforate, che pensavo ormai “estinte” dopo l’avvento degli inibitori di pompa, ed invece sono in aumento. E che dire della patologia tumorale del tubo digerente che e’ al momento in incremento esponenziale, e ci richiede a volte operazioni palliative (come gastrostomie, digiunostomie, gastroenteroanastomosi), ed a volte chirurgia radicale (con gastrectomie parziali o emicolectomie).


PS: il bimbo operato a Natale sta andando bene. Tocchiamo ferro perchè domani iniziamo ad alimentarlo.

Fr Beppe


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