Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


domenica 27 marzo 2016

Incredibile

Era stato ricoverato da noi per un lungo periodo a motivo di pulci penetranti su tutto il corpo.
Lo avevamo davvero rimesso in sesto e poi lo avevamo sistemato in una famiglia, grazie all'aiuto economico di una organizzazione dagli USA.
quando lo avevamo dimesso era un giovane sorridente, sano e pulito.
Si tratta di un ragazzo debole mentale, anche se lieve.
E' inoltre affetto anche da una leggera paresi di eziologia sconosciuta che lo obbliga ad una andatura claudicante, ed è pure epilettico.
E' completamente orfano e non ha parenti.
Il suo problema è che è sempre vissuto per strada sin da bambino, ed il richiamo della strada è stato più forte di quello della vita protetta di una famiglia.
Infatti, dopo pochi mesi dall'inserimento, è fuggito da quella sistemazione ed ha ripreso a vivere come un barbone: per mangiare vive di quello che gli dà la gente, mentre per le medicine viene comunque sempre in ospedale e gliele diamo gratuitamente. Pensiamo che le prenda regolarmente perchè non siamo mai stati chiamati a motivo di crisi epilettiche.
Ogni tanto lo incontro per strada, sporco e pidocchioso come prima del nostro ricovero, ma sorridente e contento della vita da lui scelta: probabilmente è davvero un'anima libera ed un clochard per vocazione.


La cosa che mi ha sconvolto oggi è che è stato sodomizzato da un minorenne.
Non riesco a capacitarmi della cosa.
Lo abbiamo visitato e gli abbiamo dato tutte le cure del caso. Non sembra averne risentito psicologicamente, anche se è difficile capire cosa stia dietro quel suo sorriso un po' ebete. Comunque anche oggi il richiamo della strada è stato troppo forte ed ha con forza rifiutato il ricovero.
Mi fa una tenerezza infinita. Mi chiama sempre "baba" (=papà), e mi sorride appena mi incontra.
Chi ha abusato di lui era un ragazzo: ma come si fa a essere così!!!
Lo stupro è sempre brutto, sia che la vittima sia una donna e sia che si tratti di un uomo...ma approfittare di un debole mentale è davvero un atto deprecabile.
Chissà se la giovane età del perpetrante in qualche modo possa essere condiderata un'attenuante!

fr Beppe


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