Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 8 marzo 2016

Senza nome

Non sappiamo quasi nulla di lui.
Sappiamo solo che è un maschietto.
Non ne conosciamo il nome.
A guardarlo ci pare che possa avere circa 4 o 5 mesi di età.
E’ stato ritrovato dalla polizia in un boschetto dalle parti the Muthambi, a più di cento chilometri da Chaaria.
Ci è stato quindi affidato finche sarà più grandicello e potrà passare all’orfanotrofio di Nkabune.
Lo accogliamo tra i nostri orfanelli ed attendiamo che Sr Anselmina ci dica come lo vorrà chiamare.
Crediamo che sia stato abbandonato appena prima del ritrovamento, in quanto il bimbo sta bene e non ha segni di denutrizione nè di disidratazione.
Resta sempre un mistero per me comprendere come una mamma possa abbandonare il proprio figlioletto in questo modo.


Fr Beppe Gaido


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