Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 19 maggio 2016

Viva la Sardegna!

Grazie di cuore, carissimi amici sardi per il periodo stupendo ed estremamente impegnativo che abbiamo vissuto insieme.

Sono stati 19 giorni di fuoco in cui comunque alla fine siamo riusciti ad operare tutti...per il rotto della cuffia e con tanta stanchezza.

Grazie a Luciano per il lavoro instancabile in sala operatoria, in reparto ed in ambulatorio.

Un grazie sincero a Francesca per l'amore che ha profuso a piene mani sui nostri Buoni Figli.
Grazie a Nietta, internista ritornata a Chaaria dopo una assenza di 5 anni: Nietta è stata una presenza importantissima e molto utile nella difficile gestione di reparti davvero troppo pieni.
Un abbraccio a tutti, ed un arrivederci a presto, visto che il 24 maggio già li rivedrò per la presentazione del libro POLVERE ROSSA a Cagliari.

Fr Beppe


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