Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 8 agosto 2016

Ristrutturazione del reparto Buoni figli

Come recentemente deciso insieme al nuovo reponsabile, abbiamo iniziato il piano di ristrutturazione del centro.
Si sta provvedendo allo spostamento dell'ambulatorio fisioterapico, per trasferire l'ufficio del Fratello vicino al cancello d'entrata del centro.
Oggi poi abbiamo iniziato la ristrutturazione dei bagni, dove si elimineranno le vasche, pericolose e scomode per i ragazzi, e si installeranno delle docce, più funzionali per il personale e meno disagevoli per i Buoni Figli.
Si pensa anche di ridurre il numero dei water e di sostituirli con un numero superiore di posti doccia. E' nostra intenzione sostituire il pavimento di cemento con uno piastrellato in ceramica.
Il costruttore ci sta facendo il lavoro a credito, sapendo che per il passato abbiamo sempre onorato le nostre promesse di pagamento.


Da parte nostra speriamo che la Provvidenza venga in nostro soccorso e ci aiuti a trovare i fondi per completare questi necessari miglioramenti edilizi per i nostri ragazzi, che il Santo Cottolengo chiamava "le perle della Piccola Casa".

Fr Beppe e Fr Giancarlo




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