Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 7 novembre 2016

John Mutuma

Credo che stanotte dormirà per la prima volta da mesi.
John ha avuto una lussazione congenita dell'anca sin dalla nascita, unita ad una forma di spasticità decisamente grave.
Da almeno 3 mesi a questa parte aveva sviluppato un dolore lancinante all'anca sinistra: non si riusciva più a metterlo in carrozzina nè a toccarlo.
Gli antidolorifici non funzionavano affatto ed il povero John è invecchiato e deperito a vista d'occhio.
Avevamo fatto una lastra del bacino che dimostrava una gravissima ostoartrite della testa femorale.
Avevamo presentato il caso ad uno specialista presente a Chaaria in quel periodo, ma John era stato ritenuto inoperabile.
Il poveretto quindi ha continuato ad aver male e a non dormire di notte per tutto questo tempo.
Era lacerante passare vicino alla sua camera dai Buoni Figli e sentirsi sempre dire in italiano (che lui conosce decisamente bene): "tanto male...dormito niente".
Le medicine non gli servivano proprio, per cui Fr Robert ha pensato ad una carrozzella lettino che gli permettesse di rimanere in posizione orizzontale e di uscire qualche volta dalla sua camera per stare con gli altri.


Abbiamo poi deciso di ripresentare il caso a Luciano, il quale ha ritenuto che non si potesse lasciare John in quelle condizioni: lo abbiamo operato oggi, eseguendo una asportazione del femore prossimale.
La testa del femore era necrotica e l'articolazione era tremendamente infiammata.
Ovviamente si tratta di un intervento demolitivo che ha l'unico scopo di togliere il dolore! Ma almeno John potrà nuovamente sedersi in carrozzina, mangiare al tavolo ed avere quel minimo di vita sociale che la sua situazione gli consente, senza sentire dolore.
Grazie di cuore a Luciano ed ai suoi ragazzi Davide e Lucia che hanno eseguito l'intervento alle 7 di questa mattina.
La foto è di poco fa (ore 22.30).
John dorme saporitamente e senza dolore...come non succedeva da mesi!

Fr Beppe


1 commento:

Fratelli Cottolenghini ha detto...

Deo gratias alla Provvidenza, al dottor Luciano Cara e alla sua equipe!

Guarda il video....