Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 18 novembre 2016

Ken: Il "Buon figlio" dell'Ospedale

Ci era stato affidato dall'ospedale di Meru nel mese si luglio di quest'anno, in concomitanza con la presenza a Chaaria di un volontario ortopedico.
Era pieno di piaghe da decubito ed aveva una frattura di femore di vecchia data.
Ken era un trovatello ed era stato in quell'ospedale pubblico per molto tempo, ma non era mai stato operato per quella frattura.
Inoltre, anche le cure di assistenza infermieristica non erano delle migliori in quella struttura, in quanto ci era giunto in condizioni davvero pessime.
A Chaaria abbiamo lavorato tanto per lui!
La frattura è stata sistemata adeguatamente ed è perfettamente guarita.
Con cura ed attenzione, nel periodo della sua permanenza in ospedale, siamo anche riusciti a far rimarginare tutte le ulcere da decubito.
Ken quindi è guarito dopo poco più di un mese di attenzioni amorose qui a Chaaria.
Rimaneva però il problema di cosa fare di lui: trovatello e senza alcun parente, l'unica opzione sarebbe stata quella di riportarlo nell'ospedale che ce lo aveva inviato.
Considerate le condizioni in cui lo abbiamo ricevuto, la paura era che, in poco tempo, Ken si sarebbe nuovamente pagato su tutto il corpo.


Abbiamo quindi pensato che questa non era una strada percorribile.
Avremmo sinceramente voluto inserire Ken nel centro "Buoni Figli": è un povero assoluto perchè non ha nessuno che si prenda cura di lui... ma i posti letto sono al completo e non è stato possibile.
Mi è spiaciuto molto non poterlo inserire al centro, ma l'evidenza dei fatti è che non ci sono letti liberi.
Abbiamo quindi deciso di tenerlo in ospedale a Chaaria: l'ospedale non è la soluzione migliore, ma è quello che possiamo offrirgli al momento.
Non ha piaghe da decubito; è ingrassato notevolmente rispetto a quando era arrivato e ci pare sereno.
Siamo recentemente riusciti a procurargli una carrozzina personale che usiamo solo per lui, ed in questo modo Ken può stare fuori molte ore del giorno.
Non sappiamo quanto capisca: non parla e non comunica.
Inoltre è completamente non-autosufficiente: ovviamente non deambula; dobbiamo imboccarlo e pulirlo perchè è incontinente di feci e urina. Non ha alcun uso delle mani perchè è spastico.
Ci siamo però resi conto che non urla e non piange più come all'inizio, e che spesso sorride se gli dai la mano o gli stai vicino...l'affetto quindi lo capisce e lo sente!
Pensiamo quindi che per ora il reparto pediatria di Chaaria sia il posto più bello che possiamo offrirgli, e sia la sua famiglia.
Un sentito ringraziamento va alla dottoressa Makandi che ce lo ha mandato e che ogni mese si autotassa e paga le spese per il mantenimento di Ken.

Fr Beppe Gaido


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