Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

sabato 12 novembre 2016

Un grande dono per la gastroscopia

Quest'anno stiamo andando molto forte anche con le gastroscopie.
Ad oggi abbiamo già eseguito oltre 90 esami endoscopici in più rispetto all'anno scorso. 
La gente ci cerca per questo importante test diagnostico perchè da noi costa un quinto rispetto alla media degli altri ospedali che ne dispongono. Inoltre noi lo eseguiamo quotidianamente e non in giorni fissi solamente.
Noi siamo molto motivati a continuare con l'impegno nell'ambito dell'endoscopia digestiva anche come opera di diagnostica precoce del carcinoma dello stomaco e dell'esofago che diventano sempre più frequenti nella nostra zona.
Da un po' di tempo però avevamo seri problemi con la sonda del gastroscopio: dopo sei anni di intenso e fedele lavoro si è infatti danneggiata una delle due fibre ottiche che permettono la visione.
La riparazione è risultata impossibile qui in Kenya, in quanto a Nairobi il rappresentante della Stortz non è in grado di eseguire revisioni maggiori.
Ho cercato di non smettere mai il test perchè il bisogno è grande, ma la visione è diventata sempre più difficile: il campo visivo era ridotto; soprattutto era quasi completamente persa la visione da lontano, per cui bisognava arrivare proprio a ridosso dei tessuti per vedere qualcosa.


Mi sono quindi rivolto al Dr Cara ed alla sua Associazione che ci avevano donato il gastroscopio ora in uso sei anni fa.
La risposta è stata immediata e generosa come al solito.
Luciano è venuto a Chaaria con una nuova sonda endoscopica, offerta dalla Stortz a prezzo altamente ridotto a motivo dell'uso in un ospedale missionario.
Ieri, al termine dell'estenuante maratona ortopedica, si è anche portato in Italia la sonda danneggiata con l'impegno di farla riparare e rimandarcela da altri volontari.
Con il nuovo strumento la visione è migliorata drasticamente: nuovamente vediamo chiaramente e con un campo visivo ampio e profondo.
E' come essere passati dalla penombra alla luce solare.
Siamo così riusciti a non sospendere la diagnostica di endoscopia digestiva neppure per un giorno.
Grazie di cuore a Luciano ed a tutti i nostri sostenitori di Cagliari.

Fr Beppe


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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