lunedì 21 luglio 2008

La testimonianza di Gigi ed Emily

         Articolo pubblicato su "Vita di famiglia"        
dal diario di Gigi e Emy
                 
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           Il ricavato, verrà devoluto interamente alle Missioni cottolenghine.       
       Chi volesse una copia di questo libricino,        
       può farne richiesta e concordarlo con Gianluigi ed Emily,        
       utilizzando questo indirizzo Email: trap2005@alice.it










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...Tu mi hai fatto conoscere ad amici che non conoscevo. Tu mi hai fatto sedere in case che non erano la mia. Tu mi hai portato vicino il lontano e reso l'estraneo un fratello... (R. Tagore)


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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