Carissimi, oggi a Chaaria è nato il bambino più grande della storia ormai decennale della nostra maternità. Un maschione di 5300 grammi, nato da una mamma diabetica. La donna, pur avendo altri 5 figli, proprio non è riuscita a partorire normalmente e abbiamo dovuto aiutarla con un cesareo. Però entrambi stanno benissimo. A vederlo sembra un bambino di almeno 3 mesi. E' già pieno di capelli nerissimi e succhia avidamente. Il tutto è avvenuto nuovamente di notte, verso le 2, e quindi ora ho il cervello un po' annebbiato, ma sono molto felice di aver potuto collaborare a questo meraviglioso evento. Ciao. Beppe.Dopo il primo anno abbiamo selezionato i quattro posti che più ci sembravano ‘ad hoc’ per questo servizio: situati lontano e sprovvisti di strutture socio sanitarie. Al martedì andavo a Njuthine, al giovedì Fratel Giovanni andava a Mwitumora, al venerdì andavo a Manthi-Kiamuri, per l’intera giornata. Ci spostavamo sempre con un’infermiera ed un’assistente.
Col tempo siamo diventati ‘esperti’ ed amici della gente. Ci aspettavano con qualsiasi tempo atmosferico; a turno gruppi di uomini s’incaricavano di mantenere le strade carrozzabili e nell’eventualità di costruirne di nuove, soprattutto durante le piogge.
Noi non potevamo assolutamente mancare all’appuntamento. Appena arrivati sul posto io andavo a visitare i ‘miei’ pazienti nelle loro case: anziani con ulcere tropicali da medicare, o handicappati impossibilitati a muoversi, con ogni genere di malattia, dall’attacco malarico, ai parassiti intestinali, alla malnutrizione.
Ogni volta era un’esperienza umana e professionale unica.
Con l’avvio dell’Ospedaletto, nel 1997, abbiamo temporaneamente sospeso quest’attività, che è ripresa quest’anno a Kiamuri.
C’è da dire che nel frattempo, in questi anni è sorta qua e là qualche struttura sanitaria di base (Dispensari). A Kiamuri, che dista una ventina di chilometri da Chaaria, rimanevano scoperte le vaccinazioni ai bambini e le visite ‘pre-natal’. Così ci siamo offerti per questo servizio in collaborazione con un infermiere della Diocesi che lavora sul posto. Per me è stato un ritorno tra amici: conosco molte famiglie a Kiamuri, i loro figli, i loro problemi e le loro speranze.
Cerco di non essere solo un infermiere professionale, ma anche un amico ed un missionario, dando tutto l’aiuto che posso. Ad esempio abbiamo trovato diverse persone paralizzate o handicappate che abbiamo portato al nostro Ospedale per cure mediche e cicli fisioterapici. Attualmente andiamo a Kiamuri ogni 15 giorni. La struttura offertaci dalla parrocchia di Mujwa è di tre stanze in muratura, naturalmente senz’acqua, né luce. In una di queste stanze lavora quotidianamente Japhet, l’infermiere della Diocesi, il quale compera regolarmente le medicine da noi.
La nostra speranza è di riuscire a vaccinare almeno l’ottanta per cento dei bambini della zona che, oltre a Kiamuri, comprende altri 5 villaggi: Kathwene, Manthi, Kawthene, Mbiti e Riikana; inoltre desideriamo assicurare alle mamme almeno una visita durante la gravidanza. A quest’ultime preleviamo campioni di sangue che portiamo a Chaaria per esami.
I problemi da affrontare sono quelli del 1994, cioè, strade in pessime condizioni, impraticabili durante le piogge, e la povertà della gente, per cui è a nostro carico la quasi totalità delle spese. Tuttavia, è bello lavorare tra questa povera gente che apprezza molto il nostro servizio, e spesso lo ricambia con piccoli gesti di riconoscenza, quali l’offerta d’un po’ di miele, di miglio, d’una gallina… è il loro modo di ringraziare.
Noto infine che anche il personale che ci accompagna è entusiasta dell’esperienza; anche loro scoprono un altr’Africa, nell’incontrare i più poveri tra i poveri.
Speriamo di avere sempre i mezzi e la possibilità di continuare questo servizio del Mobile Clinic, chissà, magari allargandolo ad altre zone che ci sono già state segnalate.
É anche questo un modo alternativo ed integrativo di operare da parte del ‘Cottolengo Mission Hospital’ di Chaaria a servizio dei più poveri ed abbandonati residenti delle aree rurali.
Fratel Maurizio Scalco
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