martedì 14 ottobre 2008

Chirurgia a Chaaria


Nella prima settimana di presenza a Chaaria del Chirurgo Dr Max Albano sono stati eseguiti 44 interventi di cui:
1) una laparatomia per gravidanza ectopica
2) una prostatectomia
3) una duodenorrafia per ulcera perforata
4) una gastrostomia in carcinoma dell’esofago
5) una mastectomia con svuotamento del cavo ascellare dovuta a carcinoma
6) un cerchiaggio cervicale per aborti ripetuti
7) una laparotomia con tuboplastica per blocco tubarico bilaterale
8) una isterectomia douta a fibromi uterini
9) due appendicetomie dovute ad appendicite acuta
10) la rimozione di un grosso tumore di origine sconosciua della parete addominale
11) un’ernia ombelicale
12) due ernia inguinali
13) otto rimozioni di lipoma
14) un paziente con verruche volgari
15) tredici tagli cesarei
16) 3 raschiamenti uterini per aborto incompleto
17) una sequestrectomia dovuta a osteomielite dell’omero
18) due interventi per idrocele
19) due circoncisioni dovute a parafimosi
20) l’inserzione di un catetere sovrapubico in paziente con ca prostata
21) un bouginage per stenosi uretrali
22) una rimozione di cisti ovarica
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Personalmente sono molto grato a Max per il grande contributo che sta dando al nostro ospedale, e gli dico grazie a nome di tutti i pazienti che sta aiutando con i “talenti” delle sua abili mani.
Oggi poi abbiamo ricevuto una malata gravissima dopo essere stata ferita tre volte con delle frecce. La paziente e’ arrivata in condizioni critiche con una freccia ancora conficcata nell’addome. E’ ancora stato merito di Max se abbiamo potuto operare anche questa malcapitata, senza doverla trasportare altrove con grave rischio per la sua vita.
Anche la collaborazione con gli altri volontari e’ veramente ottima. Sono tutti dei grandissimi lavoratori, ed aognuno di loro va il mio ringraziamento, sia che prestino servizio in ospedale come infermiere, sia che lavorino con i Buoni Figli.

Ciao Beppe


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SILVIA SI SCALDA AL FUOCO AFRICANO

oggi abbiamo avuto qualche problema di sterilizzazione, e Silvia ha dovuto ingegnarsi per sterilizzare alcuni strumenti con il metodo antico, ma sempre efficace del FLAMBARE I FERRI. A Chaaria ci si deve davvero adattare a fare di tutto.

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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