venerdì 10 ottobre 2008

Grande Ezio


Caro Ezio,
con tutto il cuore desidero dirti grazie per quello che hai fatto a Chaaria. Sei stato per noi un esempio in tutti i sensi. La tua umilta’ ci e’ stata maestra di vita: abbiamo tutti imparato da te, che in modo “scattoso”, dal mattino alla sera tardi, ti sei prodigato per i malati piu’ gravi ed abbandonati. Abbiamo ammirato la tua operosita’ e la tua disponibilita’ ai servizi piu’ umili. Per te la mancanza dell’Inglese non e’ mai stata un problema. Guardavi i pazienti, e gia’ immaginavi, prima che te lo chiedessero, quello che desideravano da te. Tutti ti chiamavano, e a gesti di facevano comprendere i loro bisogni, sicuri che il tuo cuore buono avrebbe capito e li avrebbe accontentati.
195902572.JPGQuanta cura ti sei preso dei piu’ gravi, che erano le tue “pupille” e le tue “perle”: ti abbiamo visto lavorare instancabilmente per Charity, senza dimenticare gli altri malati. Ti sei affezionato subito a Lina, e non ti sei scordato di Susan, anche se non sei riuscito a rivederla.
Solo Dio sa quanti soldi sono passati in segreto dalle tue tasche a quelle di tanti poveri che non potevano pagare l’ospedale.
Ti vedevamo puntualissimo alla preghiera con noi, tutte le volte in cui usavamo l’Italiano.
Il giorno del tuo compleanno, dopo il nostro canto di auguri, ti sei commosso, e non hai saputo dire una parola: poi in segreto mi hai confidato che tu sei piccolo e umile. Ma sei un vero gigante, e noi ti ammiriamo infinitamente proprio per questa tua piccolezza ed umilta’. Ci sei stato maestro di vita. Sei un uomo di Dio. Grazie. Torna presto, se puoi e prega qualche volta per noi.
Ciao. Beppe


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E' una canzone di addio che gli abbiamo cantato stasera. Beppe.

CANZONE PER EZIO
(le note sono quelle di "c'era un ragazzo che come me" di Joan Maez- Gianni Morandi)

C'ERA UN RAGAZZO CHE COME NOI
AMAVA CHAARIA ED IL KENYA
GIRAVA I MERCATI, VENIVA DA..
DALL'ITALIA DEL NORD.

NON ERA ALTO MA DENTRO A SE'
AVEVA UN CUORE ENORME CHE
DONAVA A TUTTI CON SEMPLICITA'
CHIEDENDO MAI NULLA.

AMAVA TANTO CHAARIA
MA UN BIGLIETTO AVEVA GIA'
PER RITORNARE IN ITALIA
ED A NOI TANTO CI MANCHERA'.

STOP, RIMANI QUA
STOP, NON TE NE ANDAR...

AHSANTE, THANK YOU, GRAZIE
SEE YOU NEXT YEAR AGAIN...

(da noi, i tuoi amici di Chaaria)

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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