Cari amici,
Sono Lina. La mia vita e’ davvero durissima e non so piu’ cosa fare. I dottori non vogliono piu’ che io faccia la radioterapia. Dicono che non c’e’ piu’ niente da fare. Ma io non mi voglio arrendere. Ho una grande voglia di vivere, e ancora SPERO contro ogni speranza, che non moriro’. Onestamente non voglio morire, ed ho una paura matta anche della stessa parola. So che molti medici ed anche sacerdoti vorrebbero dirmi in faccia che non c’e’ piu’ nulla da fare e che devo affrontare il fatto ineluttabile di prepararmi al grande passo di lasciare questa vita. Il fatto e’ che io non sono pronta a ricevere questa notizia. Forse e’ vero che e’ tutto un meccanismo di difesa: lo so che sto negando, e continuamente passo da questa fase di negazione a quella di una rabbia estrema: perche’ doveva capitare proprio a me? Che cosa ho fatto di male per meritarmi tutto questo? Lo so che nessuno vuole rispondere a tali domande che in se’ non hanno senso, perche’ io stessa conosco gia’ la risposta.
In questo momento penso che il fatto di essere molto sveglia ed intelligente sia per me uno svantaggio ed un aumento di sofferenza: non riesco a fermare la mente. Rimugino continuamente; guardo le mie foto di come ero bella anche solo due anni fa, e la stessa domanda mi ritorna sempre: “perche’ io?”. Penso e ripenso, ma quando un medico o un prete comincia timidamente il discorso della morte, io inconsciamente stacco la spina. Onestamente io voglio continuare cosi’. Non voglio sentire la verita’. Se anche dovra’ capitare presto che io me ne vada, preferisco non saperlo anticipatamente. Voglio che nella mia mente rimanga forte la speranza che sto guarendo. So che sono una croce enorme per la mia mamma, che si sta consumando e sta morendo a fuoco lento di crepacuore: so che mia madre e’ mia alleata in questo, e non mi direbbe mai che io sto morendo, anche se a volte lo desidera, non perche’ non mi voglia bene, ma perche’ e’ esausta di vedermi soffrire cosi’ tanto.
Beppe non sa piu’ cosa dirmi: l’ho capito da tempo che quando sono ricoverata a Chaaria, lui gira un po’ al largo, perche’ teme che io gli faccia delle domande a cui non troverebbe risposte. Che strano, quando hai piu’ bisogno degli altri, ti abbandonano tutti e ti girano a distanza di sicurezza: chissa’, forse farei anche io cosi’, se fossi al loro posto.
Ora sono a casa ma non voglio piu’ starci. Devo continuare la radioterapia. Non posso credere che i dottori abbiano detto che non c’e’ piu’ nulla da fare. Ho interrotto il ciclo perche’ ero malata. Avevo la malaria ed ero anemica. Poi a Chaaria mi hanno curato con il chinino e mi hanno trasfusa. Ora sono di nuovo forte: perche’ rimanere a casa a non fare nulla. Devo tornare a Nairobi e riprendere la mia lotta per la vita. Beppe mi ha proposto un nuovo ricovero a Chaaria, ma io ho rifiutato perche’ li’ mi farebbero solo cure palliative. Ed io non sono in quelle condizioni. Io posso farcela. Spero di vedere il radioterapista giovedi’, ed ho fiducia che guariro’.
Lina
1 commento:
Ciao Lina,
mi sono collegata al sito del Chaaria hospital per la prima volta e mi sono soffermata sulla tua lettera.
Non riesco neanche a immaginare la sofferenza con la quale stai convivendo, le malattie e le situazioni difficili che mi sono toccate in sorte, non sono niente al confronto di quello che stai affrontando tu. E allora come risponderti, cosa dirti, che non sia banale, per una persona che sta vivendo un'esperienza così drammatica?
Come non lo so, provo comunque a scriverti qualche riga, perchè tu sappia che la tua "storia" mi ha raggiunta qui in Italia e mi ha colpito profondamente.
Perchè sia stata colpita tu da questa malattia, è una domanda senza risposta, ma che quasi sicuramente mi farei anch'io! Non credo però che continuare a chiedertelo ti possa condurre da qualche parte.
La religione cristiana ci dice che la sofferenza ci avvicina a Dio e agli altri uomini, ma quanto è difficile farsene una ragione, quando siamo noi soffrire in prima persona. Ma questa mi sembra la migliore risposta che ci possiamo dare.
Spero immensamente che le tue speranze, la tua grande voglia di vivere e l'aiuto di Dio ti facciano superare la malattia.
Un abbraccio, Paola.
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