giovedì 8 gennaio 2009

University of Chaaria


Dal 2000 fino ad oggi, senza alcuna interruzione, presso il Cottolengo Mission Hospital si tiene regolarmente ogni giovedi’ mattina una lezione di un’ora su argomenti vari di Medicina. La scuola dura dalle 8 alle 9. Da tempo disponiamo di un computer portatile e di un videopropiettore che ci permette di preparare delle lezioni con diapositive e foto cliniche.
Per lo piu’ sono io stesso a preparare e a presentare gli argomenti, ma non sono mancati dei volontari che mi hanno aiutato in questo compito cosi’ importante di formazione.
Ricordo con particolare riconoscenza tutto il ciclo di lezioni sull’AIDS preparate per noi dal gruppo della d.ssa Soranzo all’Amedeo di Savoia di Torino.
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Anche altri membri del nostro staff collaborano alle attivita’ didattiche: spesso si tratta di infermieri o clinical officers che hanno partecipato a qualche seminario organizzato dal Ministero della Sanita’, i quali poi condividono con noi le novita’ che hanno imparato.
Regolarmente facciamo anche brevi cicli di su argomenti fisioterapici o prettamente legati a tecniche di laboratorio.
Normalmente si tratta di lezioni teoriche che affrontano una grande patologia che abbia attinenza con la nostra casistica, ma non mancano occasioni in cui usiamo il metodo del CASE REPORT: preparo delle diapositive su un caso clinico reale dal nostro reparto e poi lascio agli infermieri il compito di dicutere, per vedere se arrivano alla diagnosi corretta e se impostano un protocollo terapeutico adeguato. Altre volte portiamo in classe un diafanoscopio e cerchiamo di interpretare insieme delle radiografie.
La scuola e’ un momento fondamentale della nostra attivita’: Chaaria infatti e’ un grande ospedale con due medici soltanto. E’ impensabile che tutti i pazienti siano visti dal dottore. E’ quindi di vitale importanza stabilire e disseminare capillarmente a tutti gli infermieri delle linee guida chiare e semplici, in modo che essi possano essere autonomi nella magggior parte delle situazioni anche di emergenza.
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Le lezioni del giovedì aiutano decisamente a formare il nostro staff al difficile compito del “triage”, che loro sono chiamati a fare quotidianamente in modo da capire sempre quali pazienti riferire al medico e quali invece gestire autonomamente.
Nel corso degli anni e’ diventato sempre piu’ difficile per me trovare il tempo per preparare nuovi argomenti e organizzarli in modo attraente su power point. Ma da alcuni mesi inaspettatamente ho ricevuto l’aiuto di un angioletto che dall’ Italia mi prepara le lezioni e me le manda pronte per l’uso in ottimo Inglese. Abbiamo fatto una specie di co.co.co (come dite voi): io lavoro qui anche a nome suo , e lei mi prepara le lezioni collaborando cosi’ alla realizzazione del “nostro sogno per Chaaria”.
Non rivelero’ l’identita’ di questo angioletto, perche’ non voglio far torto alla sua umilta’.
Vi diro’ soltanto che anche lei si chiama Nadia.
Nadia e’ senza dubbio il mio nome fortunato: a Roma ho una carissima amica che cura il blog come un figlio, e in un’altra parte della penisola ho un’altra Nadia che mi vuole aiutare in questa collaborazione tanto originale, quanto utile e stimolante per me. Infatti le sue lezioni sono cosi’ approfondite e ben presentate che non solo interessano gli infermieri ed i clinical officers, ma costituiscono un grande arricchimemento anche per me.
Grazie a tutte e due le Nadia.

Fr Beppe



ERRATA CORIGE
La segretaria dell’ospedale oggi mi ha detto di aver ricontato il numero dei ricoveri perche’ ieri lo aveva fatto in modo veloce. Sono felice di osservare che anche nel numero dei pazienti ospedalizzati siamo cresciuti un po’. Ecco i dati esatti:
RICOVERI 2007: 8000
RICOVERI 2008: 8225

Anche di questo sono davvero felice.
Beppe


1 commento:

Anonimo ha detto...

Caro Beppe,
quello che hai scritto nel blog di giovedì mi ha riempita di gioia e soddisfazione! grazie! Finalmente sono riuscita anch'io a combinare qualcosa (anche se poco) di buono per Chaaria! Certo quello che ci metto di mio è solo il tempo per raccogliere un po' di letteratura interessante, leggerla e mettere giù le diapositive in inglese. Potrebbe farlo chiunque, ma siccome per ora non ci aveva pensato nessuno, sono ben contenta di farlo io. ...E meno male che non lavori in Angola o in Costa d'Avorio perchè non avrei potuto combinare niente di buono! Nadia.


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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