Ho avvertito un dolore infinito. Quella mamma ha abbracciato per l'ultima volta la figlia - gli occhi gonfi di dolore e il volto sconfitto. Poi ha chiesto di andare a casa immediatamente anche se era notte, per ritornare dagli altri figli che ancora hanno bisogno della sua protezione... Per Florah ormai non c’era più molto da fare. Dopo cena abbiamo portato al cimitero tre bambini di pochi mesi, una ragazza di nove anni deceduta per insufficienza cardiaca e una giovane di venti morta per HIV. Onestamente sono sempre molto scosso quando faccio questo servizio, anche dopo molti anni. Sotto questo cielo la vita è davvero dura! Il pericolo rimane invisibile, ma è sempre in agguato: quando la stagione delle piogge tarda o salta del tutto, ogni cosa secca e muore; le zanzare portano la malaria e le acque nascondono la dissenteria e malattie sconosciute.
A volte invece il pericolo ti aspetta fuori: come è successo oggi ad un giovane, aggredito per strada da dei ladri che lo hanno accoltellato nella pancia. Fortunatamente siamo riusciti ad aiutarlo qui a Chaaria, perchè la lama si era infilata tra i muscoli, entrando quasi parallelamente all’addome, e non riuscendo quindi ad intaccare gli organi interni. Questo ragazzo era spaventato come un pulcino, ma ora riposa tranquillo in un letto della room 28; dopo l’ecografia di controllo mi ha detto una cosa molto tenera: “Che Dio ti conceda molti anni e tutte le benedizioni che desideri per l’aiuto che mi hai donato oggi” . E’ raro sentire il grazie dei malati, ma questa frase oggi mi ha ripagato più che un lauto stipendio.
E’ tardissimo anche oggi; non sembrava davvero sabato... La giornata è stata molto intensa e per certi versi convulsa. Ma mentre trascino le gambe per andare a letto, il mio cuore è colmo di gioia: anche oggi abbiamo donato la vita; non ci siamo risparmiati ed abbiamo portato a compimento la nostra missione di fare tutto quello che potevamo, finchè ne abbiamo avuto la forza.
Fr Beppe Gaido
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