venerdì 6 febbraio 2009

Nuove linee guida per HIV in età pediatrica in Kenya: inizio precoce di TARV negli infanti


L’HIV in età pediatrica resta un pesante problema sanitario per noi che lavoriamo qui. Le stime nazionali parlano di circa 150.000 bambini affetti dal virus in Kenya. Ci sono più di 34.000 nuove infezioni ogni anno, che poi risultano in 30.000 morti correlate all’AIDS.
Tra i bambini affetti dalla malattia e non sottoposti a trattamento, più della metà morirà prima del secondo compleanno, e circa l’80% morirà entro i 5 anni di età.
La disponibilità di farmaci per bambini è ancora generalmente scarsa se paragonata agli adulti.
bimbo in ospedale.JPGDa qualche tempo le autorità, in collaborazione con enti internazionali, hanno molto migliorato l’identificazione precoce della infezione nel neonato: come sapete, per il passato non si poteva sapere se un bambino nato da una mamma positiva fosse in realtà portatore solo degli anticorpi materni o fosse veramente affetto dalla malattia. Si doveva aspettare fino al compimento del diciottesimo mese per poter essere sicuri che il piccolo fosse contagiato o libero da infezione. Molti bambini morivano di complicazioni correlate all’HIV prima ancora che noi fossimo in grado di iniziare la TARV, in quanto l’AIDS è molto aggressivo in età pediatrica.
Oggi possiamo fare la DNA PCR (= Protein Chain Reaction), inviando i campioni di sangue a Nairobi. La PCR ci consente di sapere se il bimbo è positivo già alla sesta settimana di vita. Il test ci è offerto gratuitamente, insieme al supporto logistico per trasportare il campione fino alla Capitale.
Nuovi studi poi hanno dimostrato che l’inizio precoce della TARV è salva-vita. Statistiche ufficiali ci dicono che, quando gli infanti ed i bambini piccoli ricevono presto gli antiretrovirali e tutte le altre terapie necessarie, il 95% sopravvivrà oltre i 6 mesi di età, ed il 90% sarà vivo al di là dei due anni.
Per questo le nuove linee guida stabiliscono che tutti i bambini di età inferiore ai18 mesi e confermati positivi con la DNA-PCR, dovranno iniziare subito la TARV senza prendere in considerazione il numero o la percentuale dei CD4, e senza attenersi alla stadiazione clinica OMS.
Per i bambini più grandi di 18 mesi si seguiranno invece sia le indicazione degli stadi OMS, sia la conta dei CD4.

Gli schemi di terapia raccomandati sono cambiati leggermente:
1) per un infante non esposto a Nevirapina (cioè che non ha ricevuto la profilassi con Nevirapina alla nascita, il nuovo schema contiene ABC (Abacavir) + 3TC (Lamivudina) + NVP (Nevirapina).
2) per i bimbi esposti alla profilassi con Nevirapina alla nascita si preferisce uno schema basato su Inibitore delle Proteasi potenziato, e cioè: ABC + 3TC + PIr (Inibitore delle Proteasi potenziato con Ritonavir.

Queste notizie possono aiutare i medici che si preparano a venire. Ciao.

Fr Beppe Gaido





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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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