giovedì 3 luglio 2008

Chaaria


Noi siamo stati tanto fortunati per aver potuto soggiornare un periodo di tempo in questo angolo sperduto del mondo, che risplende di quella luce che si chiama “amore”. Per noi è stata una grande grazia del Signore, perchè questa nostra esperienza ha fatto sì che la nostra vita cambiasse.

E’ stato vivere e provare a servire con le nostre poche capacità i più poveri dei poveri, i più poveri del mondo, proprio quei poveri che Gesù ci indica nel Vangelo e che ci dice che saranno sempre con noi. Loro sono lontani dalla nostra terra, ma sono fratelli che condividono il nostro stesso pianeta e per i quali Cristo ha patito ed è morto in croce come per tutti.

Il nostro pensare va a quelle persone che dedicano tutta la loro vita, la loro gioventù, il loro sapere, la loro cultura, le loro forti energie a questi nostri fratelli, nati in una terra difficile, e che non sono stati così fortunati come noi.

Nel periodo che siamo stati a Chaaria abbiamo vissuto accanto a Fr. Beppe Gaido, medico, chirurgo e specialista in tutte le discipline mediche; è lui che gestisce con fatica un ospedale capace di 150 posti letto; inoltre la missione ospita 50 disabili detti Buoni Figli (le “Perle”, così chiamate dal Santo Cottolengo); inoltre ci sono dei piccoli bimbi le cui mamme sono morte per parti difficili, come anche neonati che sono stati trovati abbandonati nella foresta. Con Fr. Beppe ci sono altri fratelli. Volontari si alternano e mettono a disposizione il loro tempo per aiutare. (Specialmente medici).


Facciamo sentire a questi “grandi della terra”, la nostra vicinanza, con la preghiera, con il nostro sostegno morale o con quello che possiamo fare per loro.

Abbiamo potuto constatare come queste persone siano “speciali”, come siano la Provvidenza vivente, perchè certi ritmi di lavoro sono sostenuti solo dalla mano di Dio, che a Chaaria è evidente.

In questo blog. troverete anche alcune lettere che scrive Fr.Maurizio. Dopo essere stato otto anni a Chaaria, si trova ora in una missione del Cottolengo in Ecuador, dove si occupa di anziani ammalati e abbandonati da tutti. Un’altra realtà di povertà.

Non tutti possiamo andare in questi posti, ma come dice appunto Fr. Beppe, siamo tutti missionari, se vogliamo, siamo tutti in cordata ed ognuno è importante in una scalata.

Questa nostra Africa ci manca moltissimo.... Ogni giorno il pensare a Chaaria, ci porta a fare un approfondito esame di coscienza, ci aiuta a ridimensionare per andare all’essenziale, ci porta a meditare particolarmente sulla parabola del ricco Epulone.

Gesù non ha chiesto al ricco Epulone di rinunciare ai suoi beni, ma di donare le briciole al povero Lazzaro, quelle briciole che comunque gli sono state negate.

Un saluto affettuoso a tutti.

Gianni e Rosella Quiri

LA SOLIDARIETA ’ TRA I POVERI

carissimo Beppe è molto che non mi faccio viva, ma siete sempre nel mio cuore e leggo le news dal blog. Sono d'accordo con te sulla diffusione di belle notizie soprattutto qui dove il clima di paura dilaga. Mi ha colpito molto la solidarietà tra poveri, sarebbe bello se fosse conosciuto e praticato in Italia. Sarebbe bello se si riuscisse a rompere il muro dell'individualismo, della diffidenza ed il paraocchi con cui viaggiamo. Mi piacerebbe che smettessimo di essere medici dispensatori solo di farmaci, scienza etcc. e riuscissimo ad essere umani.

Un' amica



Nessun commento:


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


Guarda il video....