mercoledì 16 settembre 2009

Il sostegno della Brussels Airlines per il Chaaria Mission Hospital

Questo è lo spazio inserito nella rivista DNews, edizione di Roma del 15 Settembre 2009.






DNews Rivista di Roma - Edizione del 15-09-2009



Le successive pubblicazioni, le troverete nelle seguenti date al link sopra indicato di Dnews e sarà possibile scaricare i vari numeri in formato pdf, direttamente sul sito:
- 17 Settembre 2009
- 22 Settembre 2009
- 24 Settembre 2009
- 29 Settembre 2009

 
Gentile Signora Michela Origoni (Brussels Airlines), 
abbiamo apprezzato molto il lavoro da Lei svolto per favorire la comunicazione verso la nostra missione di Chaaria in Kenya. La locandina da lei predisposta sul quotidiano D-News edizione Roma sarà di sicuro e prezioso aiuto per il nostro lavoro  che ci permetterà di essere agevolati nei contatti per ampliare il sostegno e ottenere maggiori risorse soprattutto umane a favore della popolazione che giornalmente si rivolge alla Mission Hospital Chaaria per avere il conforto delle cure umane e mediche che quotidianamente flagellano quella popolazione.
La nostra responsabile della comunicazione ha pubblicato la locandina sul blog al fine di permettere a tutti numerosi lettori,che provengono da più parti dell'Italia, possano vedere e apprezzare lo sforzo che la Vostra azienda ha compiuto a favore di quella parte d'Africa dove i nostri Missionari svolgono la loro opera con tenacia e dedizione per i più poveri.
Nel ringraziarla a nome di tutti la prego di manifestare il nostro vivo apprezzamento anche alla sua Direzione per averle concesso di dedicarci parte delle giornate lavorative.
Con stima  e cordialità. 
Lino Marchisio
Presidente dell'Associazione

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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